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sabato 13 Dicembre 2025
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EMOZIONI DA RESTARE SENZA FIATO…ALLA SCOPERTA DELL’APNEA SUBACQUEA MODERNA

TERMOLI. C’è chi si lancia con il paracadute, chi si arrampica a mani nude su pareti a strapiombo, chi scia fuoripista sulla neve fresca, chi cavalca le onde con la tavola da surf, chi corre le maratone e chi per appagare le proprie necessità emozionali si immerge nelle profondità del mare trattenendo il respiro!
L’apnea fa parte della storia dell’uomo. Fin dall’antichità, l’uomo si immergeva in mare per pescare. Da sempre il “sesto continente” con il suo fascino ha prodotto una irresistibile attrazione e molti sono stati coloro che hanno dedicato la propria vita alla sua esplorazione, all’inizio spinti dalla necessità e successivamente per puro piacere!

Ma è nel secolo scorso che l’apnea è diventata una vera e propria disciplina sportiva e grazie alle imprese di due veri e propri miti, l’italiano Enzo Maiorca ed il francese Majol, tale disciplina ha raggiunto la ribalta delle cronache sportive internazionali. 

Oggi, a distanza di diversi anni, tutto è cambiato, e quello che veniva considerato come uno sport estremo, prerogativa di pochi, si è trasformato in una disciplina per tutti.
Per scoprirne i motivi abbiamo deciso di incontrare un ragazzo termolese, istruttore di apnea, che ha una vera e “profonda” passione per il mare tanto che vi trascorre gran parte del suo tempo libero, sia per piacere personale che per istruire i suoi allievi apneisti.
Stiamo parlando di Marco Marone, istruttore Apnea Academy dal 2002.
Appassionato di mare, di immersioni e di pesca in apnea, si immerge durante tutto l’anno, anche durante la stagione invernale, quando le acque del mare Adriatico raggiungono temperature davvero proibitive.

Durante la bella stagione, invece, preferisce “migrare” in posti che gli garantiscano la possibilità di scendere fondo, in acque cristalline, magari alla ricerca della sue prede preferite: i dentici e le ricciole. Ma chi lo conosce bene sa che la pesca, alla fine, rappresenta per lui solo il pretesto per stare in acqua e godere delle belle sensazioni di libertà, rilassamento e benessere che sulla terra ferma è impossibile ritrovare. Sensazione che poi cerca, con particolare dedizione, di trasmettere ai suoi allievi durante i corsi di apnea.

Nel 2003 ha avuto anche una breve esperienza agonistica nel mondo dell’apnea. Infatti, quell’anno ha partecipato alle selettive dei campionati italiani ed alla fine, è riuscito a rientrare tra i migliori 25 atleti ammessi alla finale disputatasi a Siracusa.
A suo dire è stata un’esperienza di crescita importantissima, sia dal punto di vista umano che per la sua futura attività di istruttore. Infatti, chi l’avrebbe mai detto, insieme alla sua squadra, composta solo da tre persone, senza alcuna riserva, hanno vinto il titolo di Campioni Italiani di Apnea a squadre 2003!

Il suo modo di intendere l’apnea, aderente a quella che è la filosofia di Apnea Academy (Scuola di Formazione e Ricerca dell’Apnea Subacquea fondata dal pluriprimatista mondiale di apnea Umberto Pelizzari), di disciplina del benessere, rappresenta, insieme alla sua profonda passione per il mare, l’elemento di maggiore interesse che coinvolge le persone che lo conoscono per la prima volta e che poi, quasi sempre, diventano suoi allievi o amici.
Ed è questo che più lo appassiona del suo ruolo di Istruttore: il poter trasmettere le sue conoscenze e il suo amore per il mare a persone sempre diverse da cui, ogni volta, impara a sua volta, tantissimo, soprattutto dal punto di vista umano. 

Quando hai iniziato a fare apnea?
Sono nato in un posto di mare e già da neonato i miei mi portavano in spiaggia e mia madre mi racconta che da subito ho avuto un’ attrazione particolare per l’acqua. Ma le mie doti apneistiche si sarebbero evidenziate qualche anno più avanti, quando, all’età di 6 anni, per fare i dispetti a mia sorella durante i bagni estivi al mare, mi immergevo a qualche metro da lei e senza farmene accorgere simulavo un attacco di uno squalo in immersione mordendole le gambe o i piedi!!!!!!! Potete immaginare lo spavento che ogni volta le facevo prendere!!!! Ma, forse la persona che, inconsapevolmente, ha incentivato la mia passione per il mare e i suoi fondali è stato mio zio Angelo, il quale, al ritorno del turno di lavoro notturno, invece di andare a dormire, mi svegliava all’alba e mi portava con lui al mare per un’oretta di pesca! Ancora ricordo con immensa gioia l’indescrivibile atmosfera mattutina, con il mare immobile, la spiaggia deserta ed il sole che timidamente iniziava a salire sull’orizzonte: qualcosa di magico, indelebilmente impresso nei mie ricordi!!!!!

Successivamente, ho continuato a immergermi in apnea con regolarità, soprattutto dopo che sono riuscito a farmi regalare il mio primo fuciletto subacqueo: modello “polpone”!!! Con il passare degli anni, però, mi sono accorto che forse l’immersione da autodidatta non era proprio il massimo in termini di sicurezza e quindi, al compimento del diciottesimo anno di età ho deciso di frequentare un corso ARA perché, l’istruttore mi rassicurò che durante il corso si sarebbe parlato e trattato anche di apnea!!!!! Era tutto falso, infatti, anche se il corso fu molto interessante e ben organizzato, gli unici argomenti trattati che riguardavano l’apnea furono la compensazione e le capovolte!!! Mi fu però utile frequentare tale corso perché mi innamorai ancora di più dell’immersione in apnea, visto che quando facemmo le uscite per il rilascio del brevetto, tutta quell’attrezzatura, tutto il frastuono degli erogatori e vedere i miei compagni di corso impacciati e poco acquatici mi fecero capire che quello era un mondo che non mi apparteneva e che presto avrei abbandonato per dedicarmi solo ed esclusivamente alla libertà dei tuffi in apnea.

La svolta ci fu quando, nel 1998, alla fiera della subacquea svoltasi a Bologna, venni a sapere che Umberto Pelizzari, l’idolo della mia adolescenza, aveva fondato Apnea Academy e che a 100 km da casa mia c’era uno dei suoi primi istruttori. Decisi subito di coinvolgere altri due miei amici e frequentammo uno dei suoi corsi con enormi sacrifici. L’esperienza fu molto proficua e lo scoprire, tra le altre cose, le tecniche di respirazione e di rilassamento,  fu una vera e propria rivelazione che mi fece cambiare radicalmente atteggiamento. Arrivarono subito dei bei risultati ed infine, dopo altri anni di pratica, per migliorarmi ulteriormente,  decisi di affrontare tutto l’iter formativo per diventare istruttore Apnea Academy. L’idea di poter far conoscere anche ad altre persone le emozioni dei tuffi in apnea era ed è per me molto stimolante.  

Come mai molte persone si avvicinano a questa disciplina sportiva?
Grazie all’introduzione delle tecniche di respirazione e di rilassamento nella pratica dell’apnea moderna, ed all’opera divulgativa fatta da alcuni campioni che hanno messo a disposizioni di tutti il proprio sapere, oggi, molte persone praticano questa disciplina a diversi livelli e con obiettivi differenti.

L’apnea moderna, è intesa come pratica sportiva che ha come fine non il raggiungimento di un record o l’esasperazione di una prestazione, bensì il raggiungimento di un equilibrio e conseguentemente uno stato di benessere fisico e mentale.
Equilibrio tra capacità fisiche e mentali che, grazie alla conoscenza ed alla consapevolezza, rendono la pratica di questo sport innanzitutto più sicuro, oltre che piacevole, distensivo e divertente.
Oggi, l’apnea viene praticata da molti: casalinghe, professionisti, giovani, sportivi, studenti ecc. Persone diverse tra loro, ma tutte accomunate dalla voglia e dalla necessità di trascorre qualche ora alla settimana da dedicare solo ed esclusivamente al proprio benessere. Così da dimenticare i problemi, lo stress e le tensioni che inevitabilmente, la routine quotidiana contribuisce ad accumulare in ognuno di noi.
L’apnea, contribuisce a ciò grazie al magico connubio dell’allenamento fisico, mentale e soprattutto al fatto che tale attività viene svolta in acqua.
Il liquido elemento, fa parte della nostra vita: tutti noi abbiamo passato nove mesi della nostra esistenza avvolti da un liquido all’interno del grembo materno. Tale esperienza è rimasta nel nostro bagaglio genetico e quando facciamo apnea, molto spesso, “subiamo”, a livello emozionale, uno sorta di regressione al nostro stato prenatale! Le tensioni muscolari si allentano, il corpo è “cullato” dall’acqua: in queste condizioni è molto più facile riuscire ad ottenere uno stato di rilassamento effettivo in cui si dimentica tutto ciò che sulla terra ferma ci crea stress e preoccupazioni.
Poi c’e’ il discorso dell’allenamento fisico. Molte persone conducono una vita sedentaria e ritrovarsi a svolgere un’attività sportiva in acqua li fa sentire meglio. Ciò fa si che molti allievi durante i corsi cambiano radicalmente le loro abitudini e ritornano a svolgere una vita più sana, attiva ed emozionante! 

Qual è il tuo impegno nell’apnea in questo momento?
Faccio corsi durante tutto l’anno e mi diverto tantissimo. Tanti dei miei allievi sono diventati veri amici e con alcuni di loro abbiamo organizzato anche vacanze e weekend insieme dedicati alla pesca e all’apnea. Il momento più bello dell’anno arriva in primavera. Infatti, durante i miei corsi parlo tantissimo di mare e di immersioni ma, di fatto, gli allenamenti e le lezioni si svolgono in piscina ed in palestra e quindi, nei ragazzi grasce sempre di più la voglia di arrivare finalmente ad immergersi nelle acque del mare. È bellissimo vederli entusiasti alla fine della prima uscita insieme!

Quali sono i tuoi programmi per il futuro?
Per il futuro ho intenzione di portare a termine dei progetti a cui sto pensando da tempo. Per esempio, insieme con il mio allievo ed amico skipper, Paolo, vorremmo organizzare vacanze in barca a vela per i ragazzi che frequentano i corsi durante l’inverno. Logicamente, vacanze a tema: pesca, apnea e tanto divertimento!
Non solo. Mi piacerebbe far conoscere ad altri apneisti la bellezza delle isole Tremiti. Inoltre, da quest’anno mi sto già attivando per organizzare qui in Molise stage di approfondimento sia sulle tecniche di respirazione che sulle tecniche di rilassamento.
Per la prossima stagione estiva, di certo, riproporrò ai miei allievi le bellissime esperienze già fatte in terra di Puglia. Ogni anno trascorriamo un weekend in località Torre Guaceto, vicino Brindisi. Lì c’è un parco marino e terrestre all’interno del quale lavora come guida un mio amico istruttore.  Ogni volta ci accompagna in un’esclusiva visita guidata nelle acque della zona “A” del parco in cui si ha l’opportunità di ammirare la flora e la fauna del mediterraneo di 50 anni fa!!!!!! I fondali rocciosi hanno profondità accessibili a tutti e sono costantemente e “severamente” sorvegliati. Ciò ha contribuito, nel corso degli anni, ad un ripopolamento ittico incredibile che ci lascia ogni volta senza “fiato”! Un posto che non ha nulla da invidiare alle più blasonate località turistiche estere. Sicuramente un’esperienza da ripetere!