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domenica 14 Dicembre 2025
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VITTORIA AZZURRA. Manipolo di teppistii danneggia le vetture in sosta nella sfilata dopo il trionfo

TERMOLI.  Esplode la ‘febbre azzurra’, per certi versi ancora più contagiosa di quella ‘gialla’ e lo fa nel peggiore dei modi. L’auspicata vittoria della nazionale italiana di calcio, contro i transalpini francesi ha scatenato, com’era prevedibile, l’entusiasmo dei tifosi e di quanti sono abituati a soffrire e sperare per la nostra compagine campione del mondo.

E allora immediata è stata la risposta di quanti hanno staccato gli occhi dal teleschermo per correre in piazza e dare sfogo ai timori e alle paure della vigilia, dopo il meritato successo degli azzurri. In tanti hanno imbandierato automobili e motociclette per dirigersi e sfilare trionfanti come di consueto  per le vie del centro cittadino, manifestando il proprio giubilo e la fine di una sofferenza altrettanto abituale che di volta in volta ci riserva la squadra nazionale.

Gli scalmanati mentre assaltano le auto in transito

Tutto bene fin qui, e ci sta tutta anche qualche esagerazione e qualche ‘gavettone’ di troppo, se non fosse che dall’esagerazione, ben presto i soliti ignoti, per lo più invece noti alle forze dell’ordine, hanno dislocato una sorta di ‘forca caudina dell’imbecillità’, tra Piazza Sant’Antonio e via Roma, impedendo fisicamente il transito degli ‘sfilanti’, i quali per passare hanno dovuto sottoporre loro stessi e le loro autovetture a una serie di strattonamenti e di forti percosse sui parabrezza, sui cofani e sulle capote, molte delle hanno finito per essere danneggiate.

Qualche cristallo è stato infranto o lesionato e non si conterebbero le aste dei tergicristalli anteriori e posteriori strappate dalle loro sedi naturali. Il tutto ovviamente condito e colorito da urla da stadio con slogan che suonavano pressappoco così: “Chi prosegue un cornuto è è…”, piuttosto che  “Siamo noi, siamo noi: i campioni del teppa siamo noi…”.

Piazza Sant’Antonio invasa dai tifosi festanti

All’interno delle auto e sotto gli occhi dei tanti pedoni che volevano godere anch’essi di quei momenti di autentica liberazione dall’incubo, i poveri automobilisti e talvolta bambini dagli occhi atterriti, che si sono visti letteralmente sollevare le loro vetture, quasi fino al cappottamento.

Alla nona, decima automobile assalita molti  altri hanno deciso di immettersi contromano risalendo lungo Corso Nazionale, riuscendo a sfuggire agli esagitati. Gli stessi, però, osservata la manovra di ripiego, e per non farsi mancare niente, sono scesi lungo via Roma in direzione del Castello Svevo, spostando qualche decina di metri più sotto il luogo del ‘picchetto’.

Che dire? Ogni commento appare superfluo, e ci rende perplessi anche la totale assenza di un qualsiasi rappresentante della forze dell’ordine. Non un vigilie urbano; non un poliziotto o un carabiniere di quartiere e nemmeno un finanziere, nell’imperversare di questa autentica orda di teppisti che fanno volontariamente sempre la solita confusione: Quella cioè di trasformare mezzora di gioia in mezzora da incubo.

I teppisti spostano la ‘forca caudina’ sotto il Castello

Cosa accadrà se le fortune della squadra azzurra dovessero proseguire in questo campionato europeo? E’ presto detto. Tutti coloro che vorranno esultare come sempre hanno fatto riversandosi per le vie del centro, per sventolare il tricolore e festeggiare le nuove auspicabili vittorie italiane, se ne staranno a casa per il timore che atti di violenza e prevaricazione gratuita possano ripetersi anche in futuro, lasciando agli avvinazzati ( e forse non solo…), autori di tali epiche gesta un’unica prerogativa: quella di sventolare invece che il tricolore d’Italia,  la bandiera dell’imbecillità di cui sono per certo i veri e gli unici soggetti abilitati a farlo.

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