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lunedì 8 Dicembre 2025
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TERMOLI. La città come Venezia: ‘Acqua alta’ sul Lungomare Nord

TERMOLI. Non immaginavamo che un semplice acquazzone estivo (anche in questo caso certamente cagionato dai poteri taumaturgici del sindaco della città adriatica), potesse o avesse nelle sue mire quella di accrescere il connotato estetico, artistico e paesaggistico di Termoli: un vero colpo di genio!

Accade quasi sempre che a tarda ora i fumatori incalliti, o nullafacenti come noi, o più semplicemente gli smemorati sull’orlo del Parkinson (ancora come noi), rimangono senza sigarette; e siccome la notte è dura da passare, gli unici ‘toccasana’ sono le stazioni di servizio che effettuano lavoro notturno.

Già l’improvviso e violento temporale ci aveva obbligati a temporeggiare parecchio prima di infilare il portone di casa per uscire; poi al dodicesimo minuto di attesa e in piena astinenza da sigarette, ci siamo fatti coraggio per raggiungere l’automobile: destinazione distributore Api, Lungomare Nord.

Un’immagine della ‘laguna’ con sullo sfondo la stazione Api

Inutile dire che lungo la strada volava di tutto. Tutto quello che il provvidenziale servizio sostitutivo che cura l’igiene e il decoro, da pochissimo venuto in soccorso dei cittadini e degli amministatori di Termoli, aveva trascurato di raccogliere. E cosi, oltre ai chili di cartacce bagnate e bisunte che andavano attaccandosi inesorabilmente sul parabrezza dell’auto, nella buriana accompagnata da saette (anch’esse sicuramente mandate dal sindaco vestito da Mercurio con tanto di ‘caduceo’ nelle mani: direbbero i suoi oppositori più inossidabili), mi si sono infilati sotto le spazzole dei tergicristalli, nell’ordine: scatolette di Tetrapack dal lato del foro destinato ad accogliere le cannucce; profilattici di vario colore; decine di rami e rametti secchi e giunchiglie varie; un salvagente con tanto di paparella sulla punta; un telo di sedia a sdraio connotato groviera; oltre allo strano e allarmante crepitio sui cristalli causato dalle centinaia di bottigliette vuote e ‘mezze vuote’, scaraventate dovunque dal vento (questa volta in Pet, però).

Una vera apocalisse. Una sensazione di paura indescrivibile che andava crescendo di momento in momento, fino al quando eravamo giunti in prossimità della fatidica rotatoria realizzata in capo al lungomare, proprio a pochi metri dalla stazione di servizio del mio amico, Franco Fiardi (lo cito altrimenti mi dice che ce l’ho con i Socialisti e che non concedo mai spazio ai poveri operai emigrati).

L’acqua piovana invade da parte a parte la rotatoria

Per fortuna un fulmine caduto proprio davanti a noi (continuo a dire Noi perché non ero da solo), ha illuminato a giorno tutta l’area della rotatoria e proprio in quel preciso istante, ho compreso gli sforzi immensi che, in totale sinergia, hanno fatto in questo arco di tempo gli assessori municipali: alla Viabilità; ai Lavori Pubbici; all’Ambiente; al Bilancio; alla Cultura; al Turismo: tutti insomma, per regalare a Termoli un colpo d’occhio ‘lagunare’, comparabile solo all’incomparabile Venezia.

‘Acqua alta in rotonda’. Almeno un palmo o forse più, nitidamente e opportunamente abbellita e riluccicante, grazie all’impianto d’illuminazione pubblica attivato di recente (anche qui una capacità di previsione degli eventi davvero paranormale), che metteva in condizione di cogliere uno scenario d’insieme al quale mancava solo il Ponte di Rialto e qualche gondola.

Bello, mi sono detto: fantastico! Il problema però è come raggiungere il piazzale del distributore: gondole, in effetti, non ne passavano data l’ora e il guado si prospettava davvero difficoltoso. Poi mi sono ricordato di avere nel baule dell’auto un ‘autogonfiabile’ che non ho esitato a ghermire e a lanciare in ‘laguna’, per trasbordarmi alla volta di quell’Eldorado chiamato ‘nicotina’.

Nonstante la fine delle precipitazione l’acqua ristagna a lungo

Certo, mi rendo conto di aver  scherzato e volutamente esagerato, ma le immagini che sono riuscito a ritrarre nel mezzo della tempesta e qualche minuto dopo, parlano da sole: avrei potuto pubblicarle senza commento tal’è la loro forza e la loro rispondenza a quanto sarcasticamente descritto.

E allora ci chiediamo: se un temporale anche di modesta portata, dovesse abbattersi in quella zona in un’ora di punta, quando transitano centinaia e centinaia di auto; quando i bagnanti sarebbero costretti ad abbandonare la spiaggia per fare ritorno a casa; quando anche il traffico abituale diventa congesto a causa del maltempo, cosa accadrebbe all’altezza di quella rotatoria?

Sarà mai possibile che in questa Italia non una sola opera pubblica è sottoposta a collaudo? Sarà mai credibile che chi progetta e realizza anche una semplice rotonda (nel caso specifico non proprio perché se ci si sbaglia a entrarci non si capisce dove si va a finire), non debba tenere nel giusto conto eventi così naturali e scontati come la pioggia?

Anche questa è una situazione che va bonificata e in fretta. Noi seguitiamo a segnalare e spesso anche a suggerire per quello che possiamo: non siamo ingegneri, architetti o capi mastro. Abbiamo solo a cuore la città e i cittadini, ma se sarà necessario non disdegneremo d’ora in avanti ad andare in giro, oltre che con la macchina fotografica, anche con il ‘filo a piombo’.

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