venerdì 13 Febbraio 2026
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Bifernina, 64enne termolese muore travolta da un’auto

LUPARA. Una gita finita tragicamente quando era giunta ormai a pochi minuti da casa. E’ la terribile sorte toccata a Maddalena Di Michele, sessantaquattrenne originaria di Termoli, investita in pieno e travolta lungo la Statale 647 ‘Bifernina’, nei pressi del bivio per Lupara.

Erano da poco passate le 23 e la donna era appena scesa dal un autobus dell’autolinea Calzolaro, di San Giuliano di Puglia, di ritorno da una gita turistica a Napoli che, proprio lei, pare avesse organizzato per fare visita ai famosi presepi del capoluogo campano.

Con lei a bordo del torpedone altre decine di persone, le quali avrebbero poi riferito agli agenti della Polizia Stradale accorsi dal distaccamento di Larino, di aver visto la donna scendere precipitosamente dall’autobus che, nel frattempo, si era fermato all’interno dell’area di servizio Erg, e attraversare la Statale a poche decine di metri di distanza dal bivio per Lupara e Casacalenda.

Maddalena Di Michele, stanti le prime testimonianze, era attesa dall’alta parte della carreggiata da alcune persone che l’avrebbero dovuta prendere a bordo della loro auto e, da lì accompagnarla a Lupara.
Probabilmente un errato calcolo della distanza (come spesso accade lungo le strade  a scorrimento veloce), forse un improvviso disorientamento o un malore: vero è che non si è avveduta del sopraggiungere di una Fiat Punto che procedeva in direzione Campobasso, la quale l’ha investita in pieno, sbalzandola a qualche decina di metri di distanza.

Un tonfo sordo e raccapricciante e una tragedia assurda consumatasi sotto gli occhi di tutti coloro i quali fino a pochi minuti prima aveva condiviso allegria, canti e divertimento e che ha improvvisamente ammantato tutto lo scenario con il velo sinistro del dramma irreparabile. Urla, disperazione e sgomento che hanno svegliato di soprassalto la gran parte dei gitanti assopiti, squarciando questa notte fredda e tragica dell’Immacolata, a tratti punteggiata da qualche fiocco di neve.

Qualcuno, d’istinto, è sceso dall’autobus. Dal conducente, al suo assistente di bordo, a qualche passeggero più deciso o coraggioso; ma già dalla prima angosciosa ricognizione il corpo della Di Michele sembrava giacere immobile.
Stessa cosa ha fatto l’involontario investitore al volante della Fiat Punto e accompagnato da sua moglie in preda allo choc che forse ne ha potuto cogliere gli ultimi istati di vita; ma tutti altro non hanno potuto fare se non allertare i soccorsi e assistere impotenti alla tragedia consumatasi sotto i loro occhi.

Sul posto, in breve, sono arrivate due pattuglie della Polstrada da Larino e Campobasso, agli ordini dell’ispettore capo, Domenico Terracciano, che procedono per gli accertamenti di rito; una pattuglia di Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia frentana e un’ambulanza del servizio di emergenza sanitaria 118 Molise Soccorso.

Tutto purtroppo inutile. Al loro arrivo ogni  tentativo di strapparla alla morte è risultato vano, a causa del violentissimo trauma cranico e toraco-addominale chiuso, patito a seguito dell’investimento.

Per la rimozione della salma, è stato necessario attendere diverso tempo, prima che potesse giungere per autorizzarla il magistrato di turno della Procura della Repubblica di Larino.

L’incidente di questa notte segue solo di qualche giorno un altro tragico investimento verificatosi ai piedi del viadotto ‘Ingotte’, nei pressi del bivio per San Biase, dove a perdere la vita era stata l’insegnante di musica, Vittoria Persichilli, anch’essa della città adriatica.

Il traffico lungo l’importante arteria stradale è ripreso regolarmente dopo la rimozione della Fiat Punto incidentata, avvenuta intorno alle 2 della notte.

Pietro Eremita