martedì 10 Febbraio 2026
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Scempio delle dune’ a nord della città. Lo denuncia Legambiente

TERMOLI. RIceviamo e pubblichiamo una nota del Circolo Legambiente di Termoli, relativa all’asserito e indiscriminato sbancamento e  inurbamento di una parte di territorio lungo il litorale a nord della città adriatica, che secondo l’associazione ambientalista ricadrebbe in ‘zona dune’. La riproduciamo di seguito, deflettendo ai mittenti le relative considerazioni e i criteri di giudizio in essa espressi.

Il Circolo Legambiente di Termoli non sa se e quali siano gli atti autorizzativi che stanno consentendo l’ennesimo scempio ambientale nel territorio di Termoli, a danno della popolazione residente, e non solo.
Certo è che di scempio si tratta, nel caso degli interventi in corso sulle ultime dune a ridosso della splendida spiaggia, del litorale nord termolese.
Ingenti sbancamenti stanno modificando la morfologia dei luoghi, cancellando le dune in cui trovavano riparo le tartarughe marine, e che si coloravano di un manto di cardi e di fiorellini gialli, a primavera.
Numerose e rilevanti strutture in cemento armato stanno sorgendo, cancellando per sempre, dalla vista, la spiaggia, e impedendo definitivamente gli accessi al mare.

Questi ultimi lembi di territorio erano scampati miracolosamente ai bizantinismi interpretativi dei vari enti preposti al governo del territorio che, anni addietro, umiliando l’intelligenza dei cittadini, avevano consentito ogni genere di violenza edificatoria sulla costa. Non bastavano i brutti villaggi dagli sciocchi nomi realizzati diversi anni or sono, che tanto avevano segnato negativamente il panorama, eliminando di fatto gli accessi alle spiagge; oggi si costruisce di tutto, direttamente sulle dune, a quattro passi dal mare.

L’art. 142 D.Lgs. 42/04, recependo il contenuto della legge 29 giugno 1939, n. 1497, recita espressamente al comma 1, lettera a), che sono di interesse paesaggistico, e dunque da sottoporre a tutela, tutti i “territori costieri compresi in una fascia della profondità di m. 300 dalla linea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare”.
Non sembrano potersi applicare le eccezioni di cui ai punti 2 e 3, stesso articolo.

Tuttavia, se così non fosse, vorremmo che qualcuno degli autorizzatori ci spiegasse il meccanismo per cui, ancora oggi, nella nostra Regione, sia possibile costruire strutture inamovibili di tale impatto, sulle dune, a pochi metri dalla battigia.
Lungi dal voler mettere in discussione i diritti discendenti dalla proprietà, preme però rilevare che gli interventi in atto appaiono lesivi dell’interesse pubblico.

Non c’è rispetto delle esigenze di protezione e tutela del paesaggio, nè degli interessi dei cittadini ad avere libero ed agevole accesso alle risorse naturali e paesaggistiche.

Il Circolo Legambiente di Termoli, attraverso suoi associati, chiede che si chiarisca subito, prima di arrivare al punto di non ritorno, se gli attori dello scempio siano legittimati a compierlo, per chissà quale contorta fattispecie urbanistica”.

(fonte Circolo Legambiente Termoli)

V/red