TERMOLI. Una tassa di circolazione che aveva già pagato per due volte e che l’Erario pretende ancora di ricevere. E’ l’incredibile storia di un contribuente che nei giorni scorsi, tra rabbia e incredulità, si è visto recapitare un nuovo avviso di riscossione coattiva.
Si tratta dell’insegnante in pensione, Pasquale Basilisco che non fa mistero della sua identità anzi, tal’è tanta la sua indignazione che tiene a rendere noto il tutto, essendo già stato in precedenza vittima di un analogo errore.
I fatti. Si tratta della tassa di circolazione per € 33,47 e addebitata sulla posizione fiscale di un autocaravan acquistato usato e che andava a scadere lo scorso 31 gennaio 2005. Il suddetto proprietario aveva assolto per una prima volta all’obbligo, in data 28 febbraio 2005, mediante versamento effettuato presso l’Ufficio Esattoriale Aci della città adriatica.
Lo stesso utente, per un suo eccesso di zelo, non ricordando di aver già assolto in precedenza allo stesso pagamento, ne ha effettuato un altro a distanza di circa settanta giorni dal primo, e per di più gravandolo dei relativi interessi di mora, per un importo complessivo di € 33,55.
Qualche giorno, fa la ‘strenna natalizia’. Un nuovo accertamento gli è stato recapitato al domicilio su richiesta di una società di recupero crediti e recante la seguente dicitura: “A seguito dei controlli effettuati sulla banca dati regionale della tassa automobilistica, è stata riscontrata la seguente irregolarità: ‘…omesso versamento della tassa automobilistica in relazione alla posizione tributaria del veicolo targato = = = = = = per l’anno di imposta 2005 (periodo: 02/2005 – 01/2006), con ulteriore aggravio di spese e mora, per € 44,57”.
Una vera doccia fredda per Basilisco, non certamente per l’importo che, trattandosi di un particolare tipo di veicolo non risulta essere particolarmente esoso, ma per il fatto in sé che ha davvero del paradossale, soprattutto perché già in precedenza si era occupato dello stesso problema sanandolo per ben due volte.
“Sinceramente credo che le società di recupero dei crediti per tasse – confida tra i denti Basilisco – ci marciano con queste storie. E’ evidente che il passaggio di proprietà del camper targato Pesaro, non deve aver fatto il suo corso naturale, al punto che per ben due volte nono sono risultate evase le relative tasse di circolazione, invece versate. E’ un sistema assurdo – prosegue l’insegnante in pensione – che viene adottato soprattutto in presenza di importi bassi, proprio perché il contribuente sa benissimo cosa potrebbe costargli un ricorso o la pedissequa ricostruzione della cronologia contributiva, obbligandosi a recarsi a Campobasso, incontrare (con certa difficoltà), la cortesia di un funzionario: magari essendo costretto a farlo ameno due o te volte di seguito e spendendo di sicuro tre o quattro volte l’importo della tassa e della maggiorazione per interessi.
Insomma – secondo l’insegnante vessato – una sorta di ‘forca caudina’ per il contribuente che si vede costretto a pagare ulteriori importi, sapendo che quello è l‘unico modo per risparmiare anziché gravarsi di altre spese per avvocati e ricorsi al Giudice di Pace.
“Non sarà il mio caso – annuncia Pasquale Basilsco – perché sono stanco di regalare soldi a queste società che riacquistano i crediti dagli Enti. Questa volta, costi quel che costi, andrò fino i fondo, anche fino al Presidente della Repubblica.
Nexus






