TERMOLI. Una ‘social card’ strappata proprio sul filo di lana, quella dell’anziana ottantacinquenne di cui avevamo riferito le incredibili traversie solo qualche giorno addietro. Alle 13.15 di ieri suo figlio, dopo aver affrontato numerose, ulteriori e incredibili trafile, è riuscito a ottenere l’agognata tesserina azzurra da Poste Italiane.
Assodato che sarebbe stato impossibile, date anche le giornate festive intercorse nel periodo e verificato che la presenza al suo domicilio – come si ricorderà – invocata agli agenti della Municipale, (gli stessi avrebbero dovuto attestate e presenziare all’apposizione della richiesta firma di un atto di comodato relativo a un bene cumulato nel reddito della pensionata allettata), si è fatta avanti un’altra alternativa: vale a dire la sigla di quello stesso documento resosi imprescindibile, dinanzi ai funzionari dell’ufficio Inps della città adriatica.
Il volenteroso e caparbio figlio che, peraltro, aveva già deciso di far fungere da ‘social card’ il suo portafogli, è riuscito a caricare a bordo della sua automobile e tra mille difficoltà l’anziana madre, che – si ricorderà – è convalescente per un intervento chirurgico sostenuto di recente, per trasportarla in vicinanza degli uffici dell’istituto nazionale di previdenza.
Tutto sembrava volgere a buon fine, nonostante i tempi stessero divenendo sempre più risicati (mancavano solo poche ore alla scadenza della presentazione alle Poste degli atti necessari), e il figlio dell’anziana per evitare nuovi disagi alla madre, aveva sperato nella benevolenza degli impiegati a voler assistere alla firma dall’esterno della autovettura, proprio per evitarle ulteriori disagi, colpi d’aria e sofferenze.
Nulla di più incredibile. Stando a quanto riferito dallo stesso congiunto, gli impiegati si sarebbero rifiutati di compiere questo atto (che certo non rientrava nei loro doveri d’ufficio), che avrebbe comunque potuto vederli protagonisti di un gesto di umana solidarietà.
“Mi hanno risposto che fuori faceva troppo freddo – ha riferito inebetito il figlio della pensionata – e che già in due o tre stavano poco bene per un principio di influenza.
A questo punto l’impari partita, vale a dire quella tra una povera anziana malata alettata e la burocrazia italiana, sembrava irrimediabilmente perduta. La buona sorte che per grazia di Dio talvolta accompagna i deboli e gli indifesi, ha voluto che proprio in quell’inaccettabile frangente si trovasse a passare il milite di un corpo volutamente non specificato e non curante dei ‘paventati contagi’. A lui è stata spiegata la necessità e l’urgenza e il ‘buon uomo’, senza ulteriori preghiere e sollecitazioni, ha accettato di avallare l’autenticità della firma apposta sull’atto dall’anziana pensionata.
Rapido rientro a casa (la mattinata di ieri è stata fredda e piovosa, ndr.), poi recupero e collazione di tutti i carteggi necessari, ma con uno di essi non ancora perfezionato, stanti le indicazioni ricevute (almeno quelle), presso gli uffici Inps.
Il figlio della pensionata ha proceduto alla nuova compilazione di quello specifico stampato e, raggiunto l’ufficio postale, si è messo in coda: quando mancavano pochi minuti alle 13.
Alla fine tutto sembrava essere al posto giusto e dopo alcune operazioni sul terminale d’ufficio, è stata rilasciata la davvero agognata tesserina azzurra di nome ‘social card’.
E pensare che al momento di presentare alla stampa questa sorta di ‘cadeau natalizio’, sia il primo ministro, Berlusconi, sia il ministro dell’Economia, Tremonti, avevano magnificato la semplicità d’accesso a tale provvidenza. Non osiamo immaginare cosa sarebbe potuto accadere in più all’anziana e a tutti più in generale se, poco poco, avessero detto che tutta la procedura avrebbe potuto comportare qualche difficoltà.
Intanto riflessi, disguidi e disservizi di segno del tutto simile, sembrano essere giunti da ogni angolo della Penisola. Lo stesso blog dell’Espresso che solo ieri aveva ripreso la storia da noi raccontata, l’ha annoverata poi in una casistica a dir poco ‘consistente’, in ciò che definiva “welfare all’italiana“.
Sempre secondo quella autorevole fonte, a livello nazionale, il numero di rinunce per difficoltà burocratiche da parte degli aventi diritto, si attesterebbe su cifre a sei zeri: meno male che era facile ottenere la ‘social card’…
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