GUGLIONESI. Il futuro dell’agro-alimentare molisano potrebbe passare per un incredibile scambio con le risorse petrolifere di uno degli emiri più facoltosi del Medio Oriente, il Qatar.
Una opportunità figlia del rapporto preferenziale che un manager di origine guglionesana, Salvino A. Salvaggio, è riuscito a instaurare con i vertici del governo qatarino e con la famiglia proprietaria dei giacimenti di idrocarburi.
In occasione di una maratona istituzionale di alto livello, Salvaggio è stato successivamente ospite del governatore Michele Iorio e del consigliere regionale Antonio Chieffo, del Magnifico Rettore dell’Università degli Studi del Molise, Giovanni Cannata e infine del Direttore del Parco Scientifico e Tecnologico del Molise.
Salvaggio, ha saputo cogliere questa opportunità per presentare alle autorità molisane una sua idea originale di progetto economico internazionale nel settore agro-alimentare di cui il Molise, secondo lui, potrebbe e dovrebbe rendersi protagonista.
Nei vari rendez-vous si è potuto condividere la sua esperienza di top manager del Parco Scientifico e Tecnologico del Qatar e descritto i progetti (spesso faraonici e plurimilionari) da lui originati e diretti con successo, in vari ambiti, particolarmente nelle biotecnologie, le energie alternative, l’ambiente e le telecomunicazioni, anche con partner italiani.
Nello specifico, il faccia a faccia con Iorio è avvenuto in un clima di reciproca stima ed apprezzamento. Affrontati i temi dell’innovazione tecnologica e del suo impatto sull’economia locale. Ad emergere, tra i vari aspetti, l’idea particolarmente originale che, qualora fosse concretizzata nel prossimo futuro dalle autorità competenti, aiuterebbe il Molise a diventare protagonista di un enorme progetto agro-alimentare internazionale.
Obiettivo mettere insieme le forze vive molisane del settore agro-alimentare per proporre ai paesi del Golfo Persico un pacchetto economico-commerciale di ampio respiro che coprirebbe tutta la catena del valore, dalla produzione alla trasformazione e alla distribuzione logistica sia di materie prime (cereali, carni, per esempio) che di prodotti lavorati (zucchero, olio, conserve, ecc.), in grandi quantitativi e con alti e controllati livelli di qualità.
Si tratterebbe, in altre parole, di adottare nei confronti dei beni agro-alimentari delle nostre terre un approccio simile a quello degli idrocarburi, ma seguendo direttrici geografiche opposte: così come i paesi del Golfo Persico forniscono milioni di barili di petrolio al giorno ai paesi occidentali che ne hanno un irreprimibile bisogno, il Molise potrebbe fornire agli stessi paesi arabi, ed in modo continuo nei prossimi anni, flussi sostanziali di prodotti agro-alimentari per soddisfare la domanda interna di questi paesi che per clima e caratteristiche geologiche non riescono a produrre praticamente nulla.
A noi il loro petrolio, a loro i nostri alimentari, questa potrebbe essere la sintesi del progetto che è stato accolto con grande interesse dal Presidente Iorio.
Nel caso questa idea diventasse realtà, infatti, i paesi del Gofo Persico ci guadagnerebbero una maggiore prevedibilità e stabilità nel tempo delle loro linee di approvvigionamento agro-alimentare allorché il Molise ridinamizzerebbe il suo settore agricolo e la catena produttivo-trasformativa non solo per merito di un maggiore fatturato complessivo, e per una rinnovata capacità di investimento, ma anche per gli effetti collaterali positivi indotti da una ridistribuzione delle opportunità lavorative sul territorio.
Non si parla quindi dei soliti bruscolini erogati in forma di sussidi pubblici bensì di decine e decine, forse centinaia, di milioni di Euro di fatturato che potrebbero entrare, anno dopo anno e per diversi anni, nel ciclo produttivo, trasformativo, distributivo dell’agricoltura molisana.






