TERMOLI. Il Partito democratico fa sul serio. Confrontatasi positivamente ai livelli nazionali lunedì scorso, nell’ambito dell’incontro voluto dal leader Walter Veltroni, la dirigenza regionale e territoriale ottiene un ampio mandato dall’assemblea di circolo che ha avuto luogo ieri sera nella sede ospitata all’interno del centro commerciale ‘Lo Scrigno’.
Su invito del segretario Antonella Occhionero, ormai impegnata a ciclo continuo nel seguire di persona l’evoluzione della crisi politica sfociata in Comune a Termoli, nell’estromissione dalla giunta Greco di due assessori del Pd, Laura Venittelli ed Ettore Fabrizio, una decina sono stati gli iscritti, militanti, quadri ed eletti del circolo hanno animato un dibattito ferocemente critico rispetto agli atteggiamenti, ai metodi e, soprattutto, alle determinazioni a cui è addivenuto il primo cittadino.
Presenti la stessa Venittelli, l’ex capogruppo della Margherita, Antonio Paparella, unici reduci della nutrita pattuglia istituzionale, il dialogo è vissuto sull’attacco concentrico – tanto per un usare un termine adoperato dall’oppositore Oreste Campopiano, ma che ben rende l’idea – che il partito starebbe subendo non solo a Termoli, ma su tutto lo scacchiere regionale.
Chiari gli obiettivi: da una parte isolare la componente di coalizione più importante, per avere mani libere nelle trattative e nella conduzione delle alleanze nel centrosinistra; l’altro destrutturate la segreteria regionale, tentativo di scalata verticistica vera e propria di chi alle primarie del 2007 soccombette.
Pur ribadendo l’assoluta contrarietà all’ipotesi di una interruzione traumatica della legislatura, e di rimando, confermando la fiducia e il sostegno di mandato al sindaco Vincenzo Greco, pur con tutte le riserve del caso e le vicissitudini in atto, gli esponenti democratici hanno sferrato una dura reprimenda all’indirizzo del primo cittadino, reo, a loro dire, di aver bruscamente segnato in negativo i rapporti col Pd, rompendone, di fatto, il legame e il dialogo, magari sotto le spinte secessioniste dell’Italia dei Valori.
Nessuno vorrebbe che si arrivasse a una sfiducia complessiva, per questo l’assemblea dopo una discussione durata un’ora e mezza, ha deciso di mantenere valida la linea dura e pura assunta nello scorso fine settimana e rinvigorita dalla nota ufficializzata lunedì scorso.
A Greco, arriverà, dunque, una sorta di diffida a revocare le sue ultime nomine, con la richiesta di ripristinare lo status quo ante, e, quindi, di riammettere nella squadra di governo i due amministratori esautorati dalla funzione e dalle deleghe, pena l’irrigidimento e l’inasprimento della tenzone.
Infine, altro passaggio significativo, il gruppo consiliare (su Catterino si attende il primo passo da parte di quest’ultimo, al di là della dichiarazione di appartenenza formulata nel debutto in assise civica di martedì scorso) sarà investito da un monito chiaro ed inequivocabile, seguire fedelmente la linea della segreteria sul disconoscimento dell’attuale esecutivo.
Chi non dovesse osservare la prescrizione, verrebbe considerato fuori dallo stesso, con l’ammonimento a non utilizzare insegne e simbolo del partito.
La battaglia è appena stata ingaggiata.






