TERMOLI. Un trasferimento di proprietà dal Comune di Termoli alla Provincia di Campobasso. Il match dialettico e politico animato ieri pomeriggio in sala giunta, nel municipio di via Sannitica, ha prodotto un risultato assai vicino a quello che il primo cittadino, Vincenzo Greco, avrebbe voluto cogliere sin da subito, eccependo l’interpretazione estensiva che la struttura e il presidente dell’ente di via Roma (nel capoluogo) hanno dato agli articoli 2 e 3 (questo, soprattutto) della convenzione stipulata dieci anni fa tra le due realtà di governo del territorio.
Stiamo parlando della sorte dell’istituto tecnico Nautico ‘Ugo Tiberio’, al centro del summit che ha visto attorno al tavolo il sindaco Vincenzo Greco (coadiuvato dal segretario generale Donato Petrosino e dall’assessore ai Lavori pubblici Mario Di Blasio) e il presidente della Provincia Nicolino D’Ascanio (presente con due tecnici dell’ente e gli assessori Giovanni Norante e Mario Fratipietro.
Uditori della partita anche il dirigente scolastico Teodoro Musacchio e il presidente della Terza commissione Ettore Silverio, il match amministrativo-politico-istituzionale-personale (queste le quattro gambe del tavolo di discussione) si è giocato sui criteri interpretativi attraverso cui individuare a chi attribuire la titolarità degli interventi necessari per far tornare l’edificio di viale Trieste in pieno stato di salute. Su questo, la base del dibattito, anche sin troppo animato, con delle punte di acrimonia dialettica determinate a volte dal tu, altre dal lei, a conferma della delicatezza della questione in ballo, è stata l’interpretazione degli articoli 2 e 3 della convenzione registrata nel 1999, dove Comune e Provincia disciplinarono l’uso e la gestione dei plessi che ospitavano le scuole superiore, recependo il trasferimento di funzioni dettato dalla legge 23 del 1996.
Per il sindaco Greco, che emanò un’ordinanza lo scorso 16 dicembre, il cui ultimo capoverso è apparso quanto mai inviso al presidente della Provincia di Campobasso, il diritto di proprietà del Comune è svuotato completamente dal vincolo di destinazione perpetuo appannaggio di Palazzo Magno, tale che da investire l’ente di via Roma di tutti gli oneri di manutenzione connessi. Una evidente discrasia tra gli articoli due e tre hanno per il notaio il crisma della perfetta leggibilità del volere di chi la convenzione sottoscrisse un decennio fa, per questo alla Provincia toccherebbe sbrogliare la matassa.
Un pericolo, questo, che D’Ascanio vorrebbe scampare e, facendo leva sulla diversa lettura di quanto inteso tra i due soggetti pubblici territoriali due lustri or sono, ha chiesto la compartecipazione al 50% del Comune di Termoli. Lo spauracchio di un richiamo della Corte dei Conti sulle spese ipotizzabili per sanare il dissesto strutturale, che ha portato alla chiusura della scuola, è temuto da entrambi i contendenti.
Per Greco, fermo restando quanto disposto dalla convenzione e dalle leggi vigenti, la buona volontà dell’amministrazione, che mira a evitare conflittualità da comari di chi ha responsabilità pubbliche, si basa sulla proposta di cedere, in modo condizionato, la proprietà dello stabile alla Provincia, istanza che dovrebbe passare al vaglio del consiglio comunale. Una soluzione che indicherebbe sempre nelle sole finanze provinciali quelle a cui attingere per demolire e ricostruire da zero l’immobile (ipotesi al momento tra le più agognate, vista la rilevanza dei deficit strutturali), intervento però che verrebbe promosso su un di un bene proprio, non più solo in comodato d’uso. Una via d’uscita che potrebbe convincere tutti, anche se i tempi stringono, facendo uscire una trattativa dal cono d’ombra della lite giuridica, in cui potrebbe sfociare una eventuale opposizione della stessa amministrazione provinciale.
In realtà, per D’Ascanio le strade praticabili potrebbero essere altre, come la stessa compartecipazione del Comune per far sì che il Nautico rimanga lì dove sta alle condizioni attuali e la individuazione da parte di via Sannitica di un’area – non periferica e allacciata all’attuale sistema scolastico, in termini di collegamenti e logistica – ove far sorgere i nuovi Geometra e Nautico, istituti di diversa formazione e specificità d’indirizzo, ma uniti da un unico alveo amministrativo. Questo il succo del vertice, condito da alzate di scudi e di competenze, con toni piuttosto effervescenti e una evidente non perfetta intesa e sintonia tra i due capi. Mestiere, comunque, quello spalmato nel dialogo, con il background notarile di Greco contrastato dall’esperienza di amministratore di D’Ascanio.
Per fortuna, alla fine, ha prevalso il comune senso di responsabilità, speriamo che gli organi a cui toccherà il cesello formale saranno messi in grado da subito di avviarne discussione e impianto contrattuale, per questo dalla stessa Provincia partirà una velina che chiederà all’amministrazione adriatica di mettere nero su bianco quanto emerso ieri pomeriggio, al termine dell’ora e mezza di scambi non sempre convenevoli.






