TERMOLI. La riforma istituzionale dello statuto del consiglio comunale di Termoli e del funzionamento dell’ente rimane al palo. Almeno per il momento.
La seduta di prima commissione, l’assise permanente consiliare consultiva deputata a elaborare la bozza del nuovo impianto disciplinare, è stata dichiarata deserta alle 9 di questa mattina, quando dopo la classica mezz’ora di attesa dall’apertura del verbale, i componenti effettivi di maggioranza presenti in sala giunta (il presidente Udeur Antonio Giuditta e la consigliera diessina Giulia Di Paola) non avrebbero potuto, senza il supporto decisivo dell’opposizione di centrodestra, mantenere il numero legale.
L’arrivo di Coscia (Pc) alle 9 e tre minuti, fuori tempo massimo, ha così fatto venire meno i lavori, con i consiglieri di minoranza a esortare Giuditta a chiudere convocazione e verbale.
Del tanto atteso emendamento che il capogruppo del Pd Franco Scurti avrebbe dovuto presentare stamani, tuttavia, non v’è stata traccia e l’unico momento di sintesi rispetto a questa posizione è stata il conciliabolo di qualche minuto consumato nell’atrio tra lo stesso Scurti ed Enzo Criniti.
I trenta minuti di attesa sono stati trascorsi con gli amministratori immersi nella rassegna stampa, ormai alveo preferenziale per aggiornarsi sulle novità politiche della maggioranza. Presenti anche Ettore Silverio, Marcello Antonarelli, Bruno Verini, Antonio Di Brino, Francesco Roberti, Michele Cocomazzi, Agostino De Fenza, Vincenzo Aufiero, l’assise si è sciolta così, senza che venissero poste le premesse sull’allargamento della giunta.
In realtà, una delle modifiche che andrebbero opportunamente promosse, vista anche la modifica dello status retributivo delle funzioni istituzionali svolte dagli eletti, parametrato alla loro attività vera, sarebbe quella di poter ammettere a seguire i lavori gli organi d’informazione, soprattutto per rimarcare l’importanza delle incombenze che si plasmano in quelle sedi.
La presenza di chi scrive, infatti, è stata eccepita dalla consigliera diessina Giulia Di Paola, peraltro collega, che ha evidenziato al presidente Giuditta l’inopportunità di quell’ingombro extra statutario, a suo dire, per tutelare i colleghi assenti. Questione di lana caprina, ci verrebbe da sottolineare, fatto sta che nel breve volgere di qualche minuto la seduta si è andata a far benedire. Intanto, mentre tutto tace, comprese le reazioni alla presa di posizione del Partito democratico, il sindaco Vincenzo Greco, come se nulla fosse accaduto, per questa sera, crediamo alla solita ora.
Un modus operandi strabiliante, come ha sottolineato qualche esponente di maggioranza stamani, nei corridoi del palazzo di città.





