CAMPOBASSO. Riceviamo e pubblichiamo dal collega, Stefano Manocchio, una nota riguardante la presentazione presso la biblioteca ‘Albino’ del capoluogo, di un libro postumo del compianto e ancora giovane artista, Ernesto Saquella, scomparso circa un anno addietro.
Ci è gradito farlo anche in ricordo dello stimato amico scomparso.
“Erano in tanti, in prima fila gli amici, alla presentazione del libro postumo di Ernesto Saquella, artista ben voluto in città, recentemente e prematuramente scomparso. Venerdì 23 gennaio, presso la sala conferenze della Biblioteca “Albino” di Campobasso l’atmosfera era sommessa, ma non cupa, quasi a testimoniare la voglia collettiva di raccoglimento in ricordo del perduto amico.
L’opera “A regola d’arte” è stata curata abilmente e con impegno dalla Libreria Editrice Filopoli di Campobasso, specializzata in pubblicazioni artistiche e culturali di rilievo. Sul palco dei relatori, tra gli altri, il presidente dell’associazione “Amore per la politica”, Nicola Palmiotti e l’assessore comunale alla Cultura, Felice Di Donato. Le relazioni sono state curate dai critici d’arte, Angelo Calabrese e Antonio Picariello, mentre Maurizio Moffa ha letto pagine del prezioso volume.
Ernesto, artista eclettico e uomo di estrema simpatia, pittore, scultore e scrittore di testi collegati alle sue passioni, l’arte e l’esoterismo, ha lasciato un vuoto incolmabile nel panorama culturale molisano. Ad ulteriore riprova del suo genio proprio la pubblicazione di quest’opera postuma. “A regola d’arte”- dice Antonio Porpora Anastasio, artista e musicista amico fraterno di Saquella – è un’opera letteraria che non ha precedenti in Molise. In essa sono trattati, con mano sicura ed esiti sorprendenti, i temi della tradizione, che non ha nulla a che vedere con il folclore, e della spiritualità, che non ha nulla a che vedere con la religione. Tutti gli argomenti trattati sono da considerarsi come affluenti di un unico grande fiume dal quale, secondo la visione unitaria di Ernesto Saquella, al tempo stesso tutti provengono.
E’ il testimone di un artista consapevole, “filosofo per mezzo del colore”, ed un libro utile nell’immediato a coloro che sentono il bisogno di riappropriarsi della propria intima identità. Un esempio tangibile di come si possa iniziare il cammino verso sé stessi partendo da qualsiasi luogo, e con qualsiasi mezzo. Basta volerlo”. La nutrita platea della “Albino” dimostra che il messaggio culturale di Ernesto è ancora forte e non sarà dimenticato.
Stefano Manocchio
V/red





