CAMPOBASSO. Ha chiesto condanne da 3 a 7 anni, il procuratore generale presso la Corte d’Appello del capoluogo, per i 6 imputati al processo per il crollo della scuola elementare ‘Francesco Jovine‘ di S.Giuliano.
Per loro l’accusa è di ‘omicidio e disastro colposo‘; ‘lesioni colpose‘ e ‘concorso in falso‘.
Il sostituto procuraatore generale, Claudio di Ruzza, nell’aula ricavata presso la Scuola Allievi Carabinieri del capoluogo, ha pronunciato una requisitoria durata più di tre ore: dura e perentoria.
“Ci furono condotte colpose – ha detto – non fu solo il terremoto a far crollare l’edificio. La sentenza di primo grado – ha aggiunto – è colma di contraddizioni e di lacune. Esiste un dubbio su nesso causale e in una sentenza non possono esserci dubbi, ma solo certezze.
In sostanza la Procura Generale contesta in toto la sentenza di assoluzione nel giudizio di primo grado, pronunciata il 13 luglio 2007 dal giudice monocratico, Laura D’Arcangelo.
“E’ una sentenza errata – ha detto ancora il Procuratore Generale – ora ne necessita una che sia conforme alla giustizia”.
Intanto il Tribunale ha anche fissato il calendario delle udienze che, com’è noto, prevede tre udienze dibattimentali per settimana. Tale cadenza impressa al processo d’appello per il crollo della Jovine, dovrebbe portare alla sentenza entro il prossimo 23 febbraio.
Lo sforzo della Corte e la stretta sequenzialità delle udienze è connessa anche al rischio di caduta in prescrizione dell’intero procedimento giudiziario.
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