venerdì 13 Febbraio 2026
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Rivive domani la tradizione dei fuochi per Sant’Antonio Abate

COLLETORTO. Domani, 17 gennaio 2009, rivive a Colletorto l’antica tradizione dei fuochi di Sant’Antonio. All’imbrunire saranno accesi in ogni rione del paese i grandi falò in onore del Santo. Sono attesi, come ogni anno, numerosi visitatori. Il parroco benedirà il primo fuoco la cui brace sarà portata in tutti gli altri per devozione.
I tre fuochi principali saranno allestiti:
– dal gruppo storico Giovanna I d’Angiò e dai Cavalieri Angioini nel Palazzo Marchesale;
– dalla Pubblica Assistenza “Carmela Ciniglio” e dalla pro loco nel villaggio provvisorio;
– dai giovani del paese lungo Corso Vittorio Emanuele
Con la presente, sono a chiederLe cortesemente di valutare la notizia e, qualora la stessa risultasse di Suo interesse, di informare il Suo pubblico.

La tradizione

Nonostante il gran freddo i più picoli stanno girando in lungo e in largo il paese alla ricerca ‘du p’zzaréll’, bussando alle porte delle abitazioni per chiedere un pò di legna da ardere.
I più grandi hanno preferito fare provvista nelle campagne. Gruppi di ragazzi, di giovani, ma anche le famiglie si adoperano per accatastare più legna possibile, prima di accendere in strada i grandi falò e dare simbolicamente inizio al periodo del carnevale. Il 17 gennaio ricorrono i Fuochi di Sant’Antonio, icona delle tradizioni colletortesi. Un ‘rito’ che si ripete negli anni e che il terremoto è riuscito solo a scalfire dalla capacità di unire intere generazioni.
Nei garage, in locali anche di fortuna (perché tanti sono inagibili) si preparano le tavolate dove il 17 gennaio saranno accolti i visitatori e serviti i prodotti tipici colletortesi. Insaccati freschi, la salsiccia, la soppressata, le scarpelle, piatti conditi l’olio extravergine d’oliva, il vino rosso… e chi più ne ha più ne metta.
Il fuoco, la festa, ma anche l’intrattenimento. Zio Matteo Forte con la sua fisarmonica non c’è più, e ci si accontenta di musiche popolari che allietano e riscaldaeranno intorno ai falò la serata.
Il parroco don Mario Colavita penserà a benedire il primo fuoco, e l’usanza prevede che la brace benedetta venga portata anche negli altri falò, come un rito collettivo. Un falò sarà allestito anche al centro sociale Anpas del villaggio provvisorio. La tradizione insomma resiste anche se probabilmente si è adattata ai tempi che corrono. Prima gli anziani del vicinato, raccontavano ‘i cunt’, altri facevano le macchiette vicino al fuoco, per la gioia dei bambini. Alcuni anni fa c’era un fuoco in ogni vicinato a cui partecipavano tutti. Oggi i fuochi ci sono ma bisogna sia integrarli che recuperare gli aspetti socializzanti del passato.
In modo da consolidare un pilastro della cultura popolare di Colletorto.          
RingraziandoLa per la Sua attenzione, colgo l’occasione per augurarLe un buon lavoro e per porgerLe i miei più cordiali saluti

Il sindaco
Fausto Tosto

V/red