LARINO. Un corteo impressionante, duemila persone hanno invaso le vie di Larino per protestare contro la regione e i tagli disposti per l’ospedale Vietri. Massima la mobilitazione in paese, negozi con le saracinesche abbassate dalle 9 alle 13. C’erano praticamente tutti alla manifestazione organizzata dal comitato per la salvaguardia dell’ospedale.
A differenza di Venafro in prima fila anche l’amministrazione comunale e il sindaco, Guglielmo Giardino, che crea così un punto di rottura con l’amministrazione regionale. C’erano i politici del posto, gli agricoltori con i trattori, gli studenti, le casalinghe, medici ed infermieri. Massima mobilitazione per far fare marcia indietro al governo regionale.
Il corteo è partito intorno alle 9 dal centro storico sotto Palazzo Ducale, un corteo pacifico nonostante l’imponente servizio d’ordine. Circa quattro chilometri a piedi per passare davanti al nosocomio dove i manifestanti si sono fermati per diversi minuti. Poi tutti in piazza del Popolo dove si è tenuto un comizio.
“In ospedale dalle 8 alle 20”, “Basso Molise alta civiltà”, “Bastava vendere bambini”, “Sos ospedale”, “La salute è un diritto, il dovere è garantirla”. Sono solo alcuni striscioni che campeggiavano tra la gente.
Non è mancata neanche la musica, i più giovane ne hanno approffitatto per protestare a modo loro, ma sempre in modo composto. Un chiaro segnale, un avvertimento lanciato ai poteri alti anche da Piazza del Popolo, “Restando tutti uniti possiamo salvare il Vietri”.
Le duemila persone scese in piazza ne sono sicure, continuare a protestare.
Tenere alta la voce e non abbassare il tiro per salvaguardare una struttura che ha sempre offerto in modo egregio i suoi servizi. “L’ospedale di Larino è in regola – hanno detto i manifestanti – non possiamo pagare i deficit degli ospedali di Isernia e Campobasso”.
Hogan





