TERMOLI. Tradita – a loro dire – ripetutamente, dal sindaco Vincenzo Greco e dalla propria rappresentanza istituzionale, la Città dei cittadini, dopo essersi chiamata fuori dalla maggioranza di centrosinistra, vuota il sacco e svela quanto successo in quasi tre anni di rapporti logoratisi progressivamente nell’amministrazione comunale termolese.
Ormai apertamente contrari alle posizioni assunte dal capogruppo di Partecipazione cittadina (questa la denominazione assunta dopo lo strappo autunnale) Simone Coscia, scontro sfociato in un botta e risposta anche nell’ultimo consiglio comunale, con il segretario Luigino Vitulli ad apostrofare il suo ex esponente di palazzo, il nervo scoperto che ha determinato la decisione di profondere un ultimo assalto in conferenza stampa è stato dettato da alcune dichiarazioni dell’ex assessore alla Cultura Andrea Casolino.
Insomma, per la Città dei cittadini – stamani rappresentata nella sede di via Luigi Sturzo dallo stesso Vitulli, Nadia Rucci ed Aldo Camporeale – nel pubblico – in Comune è tutto sbagliato, tutto da rifare.
Novelli bartaliani dell’azione amministrativa locale, i volenterosi moschettieri che hanno nel bilancio partecipativo, gli spazi di aggregazione culturali e una disciplina del territorio improntata alla vocazione sostenibile turistico-ambientale, hanno accusato di dispotismo il primo cittadino e di poca serietà politica i loro ex sodali.
A dire il vero, piuttosto che riportare il verbo di quanto proferito sinistramente contro la gestione della cosa pubblica a Termoli, Nadia Rucci, portavoce nell’occasione dei contenuti ufficiali del movimento, ha svelato una chicca che ben può sintetizzare quanto il sindaco Greco davvero sia convinto di muoversi liberamente sullo scacchiere, senza tenere conto di liste e partiti.
All’indomani della vittoria al ballottaggio contro Oreste Campopiano, il notaio, asserendo che i voti racimolati dalla lista della Cdc – circa 700 – fossero stati arpionati al bacino di Rifondazione comunista, avrebbe voluto escludere dall’esecutivo il movimento civico, tentativo prontamente bloccato dal pronto intervento del kamikaze Vitulli (così definito dalla stessa Rucci).
Spia di una situazione che si sarebbe aggravata giorno dopo giorno, con il programma, cardine dell’alleanza tra il centrosinistra e la componente bianca, riposto bellamente, anzi, seppellito nel cassetto.
“La correttezza intellettuale e la coerenza politica sono gli elementi che dalla nascita del Comitato civico nel 2000 ci hanno sempre caratterizzato – ha esordito la Rucci – decine di lettere, interventi sulla stampa, incontri pubblici e conferenze, come quella di oggi, hanno segnato il nostro percorso, dapprima civico e per circa due anni anche istituzionale”.
L’avvento del Greco ter non può trovar loro soddisfatti delle dinamiche municipali, dopo l’obnubilamento a cui è stato destinato l’enorme e onesto lavoro del gruppo sul bilancio partecipativo.
“Non possiamo tacere sul percorso seguito dall’ultima delibera di giunta riguardante il bilancio partecipativo, che rappresenta l’ennesima beffa del sindaco Greco, essendo stata approvata con lo svuotamento di tutti gli elementi distintivi che l’avrebbero resa incisiva per il territorio”.
Un provvedimento che avrebbe solo il compito di dare un contentino a Coscia, libero dai vincoli del mandato partitico o movimentista, come dir si voglia, e per edulcorare la pillola della revoca di nomina e delega a Casolino.
“La storia del bilancio partecipativo trae origine lontano nel tempo, grazie all’impegno profuso dal gruppo di azione capitanato da Luisa Marinucci, che dopo aver vissuto direttamente il seminario nazionale svoltosi a Milano dalla ‘Rete per i nuovi Municipi’, decide di aprire il percorso verso questa entusiasmante esperienza per il nostro Comune – ricapitola Nadia Rucci – sfociata in un convegno dalla illustre partecipazione di esperti e promotori, tuttavia snobbato da gran parte della maggioranza e della giunta, col sindaco Greco solo a far bella mostra di sé e del suo palazzo di vetro”.
Particolarmente sferzante il richiamo alla squadra di governo della città, “loro abitudine screditare la valenza delle iniziative di cui non riescono debitamente a comprenderne il valore”.
Fortunatamente, la Città dei cittadini coglie parimenti quegli aspetti promozionali capaci nel prosieguo della missione di calamitare l’attenzione e l’impegno di associazioni e comitati di quartiere, con l’obiettivo comune di aprirsi un pertugio consistente per spianare la strada a una vera partecipazione attiva nella vita della città.
“Il sindaco e i suoi seguaci – si ode in conferenza stampa – hanno sbagliato di grosso nel pensare che quell’evento potesse aprire e chiudere la parentesi, per noi cartina di tornasole dell’intera legislatura – e chi ci ha seguiti in questi anni sa che le difficoltà non ci hanno mai impaurito, ma dato quel qualcosa in più nell’affrontare la tortuosità dei percorsi amministrativi, sino alla stesura della prima proposta di delibera che riconoscesse il carattere di piena istituzionalizzazione all’intero iter sperimentale. Di lì la costituzione dell’ufficio del Bp, composto da un funzionario comunale coadiuvato dalla nostra leader tematica Luisa Marinucci e la supervisione degli assessori alla Cultura, al Bilancio, all’Urbanistica e il responsabile dell’Ufficio di Piano”.
Per la Città dei cittadini il progetto del bilancio partecipativo vale ben più di un semplice posto in giunta. Il processo di emarginazione dalla maggioranza, tuttavia, è iniziato proprio con questa rivendicazione legittima, riconoscere il lavoro svolto e concedere la prospettiva di portarne a compimento la procedura, centrando gli scopi prefissi.
“La delibera n. 101 del 13 marzo dello scorso anno approvata in giunta era svuotata dei punti più qualificanti del progetto sul bilancio partecipativo e non istituendone l’agognato e auspicato ufficio, omettendo di indicare la successiva attività operativa. Avremmo mai potuto accettare un simile epilogo? Non ci siamo arresi, comunque, e abbiamo elaborato una integrazione che il nostro assessore (Casolino, ndr) ha sottoposto al sindaco, minacciando persino le dimissioni in caso di non accoglimento. Per levare le castagne dal fuoco, Greco trasmette questa proposta al vaglio della conferenza dei capigruppo, che opportunamente educata, la respinge al mittente, bocciandola. E’ quella la circostanza che denota il distacco di Casolino da noi altri – tuona la Rucci – che abbandona il progetto più qualificante del nostro programma elettorale per dedicarsi all’ordinaria amministrazione, elaborando i cartelloni di evento stagionali”.
Nella minuziosa ricostruzione della partita sul bilancio partecipativo, dopo l’uscita della Città dei cittadini dalla maggioranza, si arriva alla delibera approvata nello scorso dicembre, con l’avvio della sperimentazione e l’applicazione dei criteri e delle linee guida riportate nel documento di indirizzo e quel regolamento che proprio Marinucci & C. vararono.
“Non ci hanno voluto riconoscere come componente politica attiva della maggioranza”, denuncia la Città dei cittadini, “e solo ora, omettendone la paternità, fanno decollare questa piattaforma di democrazia diretta per eccellenza. Sulla carta, come tutto il resto del programma”.
La chiosa finale è dedicata a Simone Coscia, il cui nuovo gruppo politico è definito come quei quattro amici al bar e di cui, richiamandone l’antica dignità personale, hanno invocato vibratamente le dimissioni.
“Lui non rappresenta più nessuno, con quegli scarsi 70 voti da solo non sarebbe andato da alcuna parte, senza far leva sul consenso complessivo della lista e senza che fosse Greco a scegliersi personalmente l’assessore Casolino, facendone scattare la surroga in consiglio comunale. Se ne vada, abbandoni quello scranno che ora ricopre immeritatamente e ci riprovi appresso, magari col partito di cui ha la tessera, l’Italia dei Valori”.
Una veemenza solitamente non riscontrabile nel paludato terreno della dialettica. Se Coscia, come probabile, non dovesse accogliere questo rovente invito, è stato Vitulli ad annunciare una sottoscrizione pubblica per intimarli di fare le valige al più presto, vero strumento referendario di democrazia diretta mai ideata, nemmeno ai tempi dell’hotel Raphael e delle monetine scagliate contro Craxi nell’aprile di 16 anni fa.
D’altro canto è stato lo stesso sindaco Greco, lunedì sera in assise civica, a replica del dibattito sulla mozione di sfiducia presentata dall’opposizione di centrodestra, ad ammettere di non essere alla ricerca di consensi.
Mai così collimante la posizione del notaio con quella espressa da Vitulli.
emanuelebracone@termolionline.it






