mercoledì 11 Febbraio 2026
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Fede e devozione, in città la croce delle stimmate di Padre Pio

TERMOLI. Suggestione, commozione e fede. Questi i tre elementi pronti ad avvolgere la cittadina adriatica ed i suoi abitanti tra fine febbraio ed i primi di marzo. L’atmosfera, infatti, si sta già surriscaldando per accogliere e venerare il Crocifisso. Non uno qualsiasi, che pure suscita speranza ed amore, bensì l’effige riconosciuta da tutti i fedeli come il Crocifisso delle stimmate di Padre Pio da Pietrelcina e conservata presso la chiesa pugliese in cui visse il Santo e Beato Pio.

Scolpito nel Seicento da un artista sconosciuto, il Crocifisso colpisce molto per la drammatica espressività del volto pietoso e sofferente del Cristo. Era l’agosto del 1918 quando Francesco Forgione, o meglio fra Pio, affermò di avere le prime visioni di un personaggio che lo trafiggeva con una lancia, lasciandogli una ferita costantemente aperta. Dopo poco tempo, però, il 20 settembre 1918, accadde ‘il miracolo’. Si trovava davanti ad un grande crocifisso, nel coro della piccola Chiesa del convento di San Giovanni Rotondo, infatti, quando mani, piedi e costato cominciarono a sanguinare.

I segni esterni della passione comparvero nella sua carne come se fossero stati impressi dei sigilli sul corpo. Egli portava con sé l’immagine del Crocifisso, non scolpita da artista umano in tavole di pietra o di legno, ma tracciata nella sua carne dal dito del Dio vivente. Padre Pio portò quei segni sul suo corpo per più di cinquant’anni. Segni che qualcuno riteneva mistificazione, molti altri, invece, come specialissimo segno della presenza di Dio in quel frate.

Il Crocifisso posto nel coro della chiesetta antica di Santa Maria delle Grazie, davanti al quale il frate cappuccino fu poi proclamato Santo da Giovanni Paolo II, divenne un simbolo importante delle stimmate ricevute e, quindi, della Passione di Gesù Cristo. Per la prima volta, quest’anno, il crocifisso delle stimmate del convento dei cappuccini di San Giovanni Rotondo, è in pellegrinaggio fra  i conventi della provincia religiosa di Sant’Angelo e Padre Pio, pertanto un importante appuntamento è fissato anche nella nostra cittadina.

Sono trascorsi novanta anni, infatti, dalla sua stimmatizzazione e quaranta dalla sua morte e, per l’occasione, anche Termoli si arricchirà per tre giorni di questa ‘santa’ presenza. Il 28 febbraio, il primo ed il due marzo, perciò, la parrocchia di San Francesco D’Assisi accoglierà questo Crocifisso, simbolo delle stimmate di Padre Pio e, quindi, dono della Passione di Cristo. Un evento importante  della cui grazia e benedizione tutti potranno beneficiare.

Alle 16.30 di sabato 28 febbraio, il Crocifisso arriverà in Piazza Monumento da dove partirà una via Crucis processuale fino ad arrivare alla chiesa del convento ‘San Francesco D’Assisi’. Alle 18.30 ci sarà, poi, la celebrazione eucaristica cui seguirà, a partire dalle 21.30, una veglia di preghiera con i giovani presieduta dal Vescovo Monsignor Gianfranco De Luca. Per l’occasione la chiesa resterà aperta fino alle 2 di notte.

Domenica, invece, primo marzo, saranno celebrate le Sante Messe delle 8, delle 10, delle 11.30 e delle 18.30. La mattinata dell’ultima giornata, poi, quella di lunedì 2 marzo, sarà riservata alla visita delle scolaresche  della ‘primaria’ di Termoli che, alle 9.30, parteciperanno alla liturgia eucaristica   mentre alle 17.30 del pomeriggio si svolgerà il rosario meditato.  A seguire, un’ora dopo, la Santa Messa, per concludere alle 19.30 con una liturgia di saluto. Dopo la celebrazione, infatti, l’icona lignea lascerà la nostra città per continuare il pellegrinaggio in altra sede.

Grande attesa, quindi, fra i cittadini e gli abitanti dei comuni limitrofi che, fra pochi giorni, avranno l’occasione di venerare, pregare e prostrarsi dinanzi al Cristo, ricordando la figura di Padre Pio, cui moltissimi sono devoti. Il coinvolgimento dei fedeli, infatti, sicuramente sarà molto elevato.  

Maria Ciarlitto