venerdì 13 Febbraio 2026
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Le idee camminano sulle gambe degli uomini’: rivive storica la massima

TERMOLI.Un filo da riannodare. Con questa espressione quanto mai suggestiva, Ha introdotto il convegno, dopo i saluti del commissario del Consorzio per l’Industrializzazione del Basso Molise, Antonio Del Torto, il moderatore dell’incontro, il docente universitario Gianni Di Giandomenico,  intitolato allo scomparso parlamentare democristiano, Girolamo Lapenna.
Un evento che ha registrato le defezioni ‘causa di forza maggiore’, di numerosi tra gli ospiti attesi: dall’ex vescovo di Termoli-Larino, Cosmo Francesco Ruppi (reduce da un intervento chirurgico; al ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto (trattenuto a Palazzo Chigi, interverrà successivamente via telefono), all’ex direttore generale della Rai, Ettore Bernabei (anch’egli con problemi di salute).

La tematica dell’incontro commemorativo si è snodata sul “Disegno e sull’Impegno di Lapenna per lo Sviluppo Economico del Molise”; uno spaccato e un tratto di storia della politica e dell’economia regionale, che trae le sue origini dai primi anni ’60 e fino a gironi d’oggi, nell’arco del lunghissimo e costante mandato elettorale del sindaco termolese, deputato, senatore e sottosegretario di Stato.
Di Giandomenico ha ricordato l’impegno meridionalista sempre sostenuto dal suo capo corrente, Amintore Fanfani, che ha portato Lapenna a lanciare una vera e propria sfida all’interno del Partito di De Gasperi, affinché fossero intraprese strade nuove e diverse in direzione dell’industria, con il successivo avvento della Fiat, dello Zuccherificio e con l’intuizione dei Consorzi per l’Industrializzazione.

I comunisti dell’epoca – ha raccontato Gianni Di Giandomenico – non volevano che a Termoli approdasse un’industria privata; propendevano com’era nella loro tradizione importata dai paesi d’oltre cortina, per un industria di stato. I sindacati della sinistra fecero addirittura una  campagna per indurre gli operai a non fare richieste, di assunzione per mandare a monte l’iniziativa che, però, nel giro di pochissimo tempo dilagò a macchia d’olio e occupò migliaia di persone. L’onorevole Lapenna – ha concluso il cattedratico – sosteneva come inutile il dover adattare o rimodernare il vecchio, quando era possibile progettare uno sviluppo nuove e più rapidamente funzionale:

E’ una commemorazione e un ricordo questo – ha esordito l’assessore regionale alla Programmazione, Giafranco Vitagliano – che cade in un momento particolarmente difficile e delicato per l’economia nazionale e mondiale. La metodica e gli insegnamenti di Lapenna partivano da un assunto ancora valido e fondamentale: la prerogativa di partire dalla indicazione chiara degli obiettivi e delle proposte, per graduarle rispetto alle possibilità, con l’obiettivo non secondario di formare e coscienze e la classe politica. Il Molise, a leggere i ragguagli statistici di 50 anni fa – ha proseguito Vitagliano – era una regione dove le attività produttive prevalenti erano rappresentate, oltre che il lavoro dei campi e la pastorizia, da mulini e frantoi e poche botteghe artigiane: non c’era altro. Oggi alla luce della crisi mondiale, il nostro concetto di sviluppo è mutato e punta a una profonda revisione dell’impianto, in modo da uscire da una fase meramente assistenzialistica e guardare, in agricoltura ad esempio, a una minore quantità a vantaggio di una maggiore qualità; così come sarà fondamentale puntare sul Turismo, sulle peculiarità della regione e sulla buona qualità dell’ambiente e delle bellezze paesaggistiche. L’insegnamento dell’onorevole Lapenna e la sua storia personale e politica è un qualcosa che ha avuto forti riflessi nella società molisana, e tuttora ne caratterizza i tratti di fondo.

Più tecnica e molto sintetica la relazione resa dal direttore del Dipartimento delle Politiche per lo Sviluppo, presso il Ministero dell’Economia, Aldo Mancurti. Mancurti avvalendosi di alcuni grafici proiettati i video, ha rimarcato come lo sviluppo del Molise negli ultimi 40 anni è risultato tra i più rapidi e più efficaci a livello nazionale. Con una crescita del Prodotto Interno Lordo tra i più alti del Meridione; con un tasso di occupazione tra i più alti e con un livello di disoccupazione tra i più bassi a livello nazionale.

La parola per le conclusioni è toccata a presedente della Regione Molise, Michele Iorio, che dopo alcuni passaggi ha ceduto la parola al ministro, Raffaele Fitto, collegato telefonicamente con la platea dell’Auditorium del Consorzio Industriale.
Oltre ai saluti e al ricordo di questo vostro genuino esponente della politica e del progresso della vostra regione – ha detto Fitto – voglio rassicurare tutti che l’attenzione del Governo è totale rispetto alla situazione del meridione d’Italia e che è tesa a creare presupposti di sempre maggiore recupero e di crescita rispetto alle economie più avanzate e collaudate del centro nord; così come vi rassicuro che questa mia assenza dettata da motivi istituzionali, sarà presto compensata da una mia venuta in Molise.  

Iorio ha poi ripreso il suo intervento parlando degli insegnamenti ricevuti dall’onorevole Lapenna, ricordando una delle espressioni più tipiche e passate alla storia dello scomparso parlamentare termolese: “Le idee camminano sulle gambe degli uomini”. “Un’espressione – ha detto il governatore del Molise – che non è mai giunta al tramonto e che lui, da vecchio sindacalista, sapeva come la trasmissione delle idee e la metabolizzazione delle stesse finiva per pervadere le coscienze e gli strati sociali, sì da creare i presupposti per renderle più facilmente realizzabili.

In conclusione il presidente ha annunciato due premi che la Regione promuoverà a breve: uno indirizzato alla migliore tesi di laurea su tematiche specifiche e uno a beneficio di un imprenditore che si sarà particolarmente distinto.

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