TERMOLI. Il sangue scorre sull’asfalto ancora caldo, ma la vita nel corpo di Raffaele Scala, giovane quarantenne (omonimo di un temuto boss camorristico), da anni trapiantato a Termoli: l’ha già abbandonato.
Scenario di questo orrendo crimine, un omicidio in piena regola, via Duca degli Abruzzi, la strada che conduce dalla stazione sino al cavalcavia che sovrasta la strada ferrata.
Poche decine di metri più avanti, una Fiat 500 con la portiera spalancata, l’inizio della fine per colui che alcuni anni fa indossò anche la divisa da ausiliario del traffico, tanto da venire subito rinominato da tutti come ‘Lello’, corpulento, robusto ragazzone dalla faccia furba.
La salma, riversa per terra, al centro del selciato, è stata notata da un passante, corso nella vicina pizzeria, solo alcuni metri, per chiedere aiuto, quando dentro nessuno si era accorto di nulla.
Cinque coltellate, una al torace e quattro all’addome e al collo, l’hanno fatto fuori, senza dargli via di scampo.
Secondo le prime indiscrezioni Raffaele Scala, originario del napoletano, in passato avrebbe avuto a che fare con la giustizia per piccoli reati.
Sul posto, oltre all’intervento di rito ma senza più chance del 118 e della Misericordia, Polizia e Carabinieri, trovatisi tra le mani un caso davvero inusuale per la città adriatica.
Raffaele Scala viveva da anni a Termoli, dove si era sposato e dal suo matgrionio era nata una bambina. Pio la sua unione era andata in crisi tanto da separersi dalla moglie. Negli ultimi tempi aveva preso a frequentare una ragazza.
Il cadavere di ‘Lello’, dopo l’arrivo del magistrato di turno della Procura di Larino, è stato rimosso e trasferito all’obitorio dell’ospedale ‘San Timoteo’.
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