TERMOLI. Disattendere gli accordi stipulati alla presenza delle parti sindacali e dell’amministrazione comunale, non erogando puntualmente lo stipendio e in applicando anche alcune delle prescrizioni contrattuali che regolano e disciplinano la gestione del servizio di trasporto pubblico locale affidato con gara di appalto.
I lavoratori della Gtm srl, società concessionaria della mobilità urbana a Termoli, sono scesi questa mattina in piazza Garibaldi, capolinea degli autobus che trasferiscono da una zona all’altra del territorio comunale i viaggiatori occasionali e i fruitori quotidiani, per manifestare tutta la loro disperazione per le condizioni in cui si trovano ad operare.
In particolare, lo sciopero di 4 ore animato dalle 8.45 fino alle 12.45, fatte salve le cosiddette fasce di garanzie che la legge prevede, è stato proclamato per denunciare il mancato rispetto dell’intesa sottoscritta lo scorso 18 novembre in municipio e per la non ancora corresponsione degli emolumenti del dicembre 2008.
Conducenti che già normalmente non arrivano alla fine del mese stanno vedendo incresparsi i rapporti con i familiari per le oggettive difficoltà derivanti dalla mancanza di uno stipendio certo, paradosso in un regime che li inquadra come maestranze equiparate ai dipendenti della pubblica amministrazione e solo in carico alle imprese private che garantiscono le tratte urbane ed extraurbane.
Il presidio con gli scioperanti, striscioni al seguito, si è avvalso anche della partecipazione del segretario regionale Filt-Cgil, Pasquale Giglio, ormai tutore dei loro diritti acquisiti pesantemente ridimensionati e affievoliti.
“Non c’è più dignità – ha tuonato il rappresentante aziendale della medesima sigla Cristino Lepore – puntualmente lo stipendio non arriva e quel che è peggio è il trattamento umano che ci viene riservato, nemmeno dovessimo davvero elemosinare quel compenso contrattualmente spettante a chi, come noi, giorno dopo giorno, dall’alba alla tarda serata, è a disposizione della collettività”.
Una iniziativa che prosegue quel solco scavato con lo stato di agitazione e, che, se non dovesse trovare le giuste risposte, potrebbe sfociare in astensioni dal lavoro ben più disagevoli per l’utenza.
A porgere una testimonianza di solidarietà è stato in piazza stazione anche il consigliere regionale di maggioranza Francesco Di Falco, che colloquiando con gli astanti, alcuni dei quali impegnati a dare spiegazioni all’utenza disorientata dallo stop alle corse, ha rivelato di essere rimasto colpito dalla lettera di sensibilizzazione inviata al vescovo della diocesi Termoli-Larino, monsignor Gianfranco De Luca.
Di Falco ha preso atto della situazione e si è impegnato nell’arco della settimana a monitorare la situazione e, eventualmente, a convocare un incontro pubblico con le parti, pur di dirimere una volta per tutte questa controversia in armo ormai da tre anni almeno.
Il secondo passo compiuto dai manifestanti, sempre in testa Giglio e Lepore, è stato quello di recarsi in municipio per chiedere un incontro al primo cittadino.
Assente il sindaco, in sala consiliare si sono presentati il suo vice – tra l’altro titolare della delega specifica – Francesco Caruso, il funzionario responsabile del settore Finanze, Carmela Cravero e il dirigente ai Trasporti, Fiorindo De Luca.
Un’assemblea spontanea durata un’oretta, che ha evidenziato tutte le criticità della situazione, che coinvolge un terzo soggetto, la Regione Molise, che dovrebbe ancora deliberare la copertura di quei costi aggiuntivi che la Gtm rivendica.
Al di là di questo aspetto eminentemente burocratico, dal faccia a faccia, oltre lo scoramento di chi non saprebbe più come tirare avanti, anche per trovare i soldi con cui far rifornimento per recarsi sul posto di lavoro, quel che è emerso è uno scenario di fine mediazione, con Caruso che per la prima volta si è espresso con la volontà politica di risolvere il contratto in essere qualora venissero verificate le inadempienze che sindacati e lavoratori hanno rivelato sia all’opinione pubblica che alle autorità competenti.
La chance concessa con il verbale di oltre due mesi fa, infatti, sarebbe stata l’ultima per cercare di far rigare dritto la ditta, adesso la palla passa in mano alla giunta, proprio per la constatazione delle lamentele che minerebbero il buon svolgimento del servizio, come previsto dal capitolato di appalto.





