Termoli. Pane e pasta a prezzi popolari. Per combattere il carovita e la speculazione. Rifondazione Comunista trova un modo nuovo per esprimere la propria solidarietà a tutte quelle famiglie che devono fare i conti con la cassaintegrazione. Un gesto simbolico per dire no alle decisioni attuate dal governo.
Con un gazebo situato all’ingresso della Fiat Powertrain di Termoli dove è stato messo in vendita a prezzi calmierati un chilo di pane a un euro e un chilo di pasta a settanta centesimi. La Fiat a livello locale rappresenta al momento la crisi che investe il settore metalmeccanico. Operai in Cig e famiglie alle prese con i conti che non ridanno mai.
Rifondazione Comunista non è nuova a questo tipo di manifestazioni già attuate in altre parti della regione, Rc ha invitato tutti gli operai ad aderire e a manifestare venerdì prossimo a Roma quando si terrà lo sciopero generale. Il nucleo industriale di Termoli, oggi, è la cartina al tornasole dell’attività dipendente in basso Molise.
Non solo la Fiat. Ci sono anche altre aziende più piccole che attualmente sono state costrette a mettere in cassaintegrazione fino a sei settimane i propri dipendenti. Questa volta si tratta di una crisi a livello mondiale che penalizza diversi settori. Ma sembra che tutti ne siano interessati.
Rifondazione Comunista parla della riforma del contratto e di un atteggiamento vergognoso riferendosi a Berlusconi, a Confindustria e ad alcuni sindacati. E’ inutile regalare milioni di euro agli industriali per cercare di abbassare i costi di acquisto se poi la gente non ha i soldi per comprare.
Questo il grido unanime di chi protesta e chiede in questa fase anche di aderire ai Gap (Gruppi di acquisto popolare) convinti che con le social card e altre iniziative del genere non si farà poi molta strada. Rifondazione unendosi al grido della discordia chiede di non concedere solamente incentivi per l’acquisto di autovetture ma bensì di rivedere i salari di quegli operai che oggi più che mai sono alle prese con la calcolatrice per far quadrare i conti a fine mese.
Qualcuno tempo fa ha invitato gli italiani a spendere per far acuire la crisi. Ma se gli italiani non hanno soldi come fanno a spendere? Qualcun altro questa domanda l’ha rivolta davanti alla Fiat durante la manifestazione a Italo Di Sabato della segreteria regionale di Rifondazione comunista che senza mezzi termini ha affermato, “vi siete risposti da soli”. Inutile dire che pagnotte e pacchi di pasta sono andati a ruba.
Hogan





