TERMOLI. Nella malaugurata ipotesi la mozione di sfiducia al sindaco di Termoli Vincenzo Greco dovesse concludersi con la caduta dell’amministrazione di centrosinistra, per gli annali del sito istituzionale del Comune adriatico la giunta ter non sarebbe mai esistita.
Ad ormai più di due settimane dalla nomina del terzo esecutivo nell’era del notaio eletto al ballottaggio del giugno 2006, il portale per eccellenza della municipalità di via Sannitica annovera, quasi un involontario e indiretto dileggio, tra i sette componenti la squadra di governo tutti e tre gli assessori revocati contestualmente all’intera giunta e non riconfermati.
Per Ettore Fabrizio, Laura Venittelli e Andrea Casolino, infatti, la fotografia del team sindacale è rimasta immortalata al bis, omettendo di registrare l’evento accaduto nel giro di 72 ore a metà della terza decade del mese di gennaio, destinato, peraltro, a sconvolgere ruoli, assetti, equilibri e rapporti in seno alla coalizione di centrosinistra. Nessuna traccia, invece, di Pino Marino, Serena Biondi e Gennaro Iacampo, con il primo e il terzo ancora seduti per i gestori di www.comune.termoli.cb.it nell’assise civica.
Mancando questa evoluzione, ovviamente, nell’apposita sezione dedicata agli organi istituzionali mai sarebbero avvenute le surroghe di Francesco Catterino e Gianni Santoro, saldamente sul loro scranno assembleare, come si potrà notare anche stasera.
Insomma, nell’epoca dell’e-government quale strumento di efficienza per migliorare i flussi informativi tra pubblica amministrazione e cittadinanza, a Termoli abbiamo un sito che viaggia a bassissima velocità, tanto da riuscire a non aggiornare a sedici giorni di distanza persino le composizioni di giunta e consiglio.
Se così davvero fosse, gli unici a poterne gioire sarebbero i dirigenti e gli eletti del Partito democratico, che verrebbero destati da un bruttissimo incubo, ma la realtà è ben diversa.






