TERMOLI. Un congresso non solo per rinnovare le cariche ma anche per dire ‘addio’, a malincuore, ad una posizione sindacale sposata da tempo. Svoltosi a partire dalle 10 presso la sala del cinema Sant’antonio, il congresso della Federazione Nazionale Pensionati Cisl Molise, di Termoli e San Giacomo degli Schiavoni, è stato denso di contestazioni e tensioni.
Una tensione palpabile che si sarebbe potuta tagliare a fette con un coltello. A partecipare all’incontro tantissimi pensionati iscritti nel sindacato che, prima di votare e procedere con le elezioni della presidenza, della segreteria e tant’altro, hanno ascoltato il discorso e le polemiche dibattute fra i ‘vertici sindacali’, applaudendo gli uni e contestando gli altri.
Stupendo alcuni, rammaricando altri e facendo felici altri ancora, la segretaria di Lega Tomasina Ragni, ha dichiarato ai presenti di non volersi riproporre per la carica, anzi di voler andare via, per tutta una serie di motivi che ha spiegato leggendo una relazione preparata in precedenza. “Ho sempre apprezzato gli alti valori morali e gli ideali tipici della Cisl quali giustizia sociale, uguaglianza e solidarietà- ha dichiarato la Ragni, simpatizzante della Cisl già dagli inizi degli anni ’70- ma ora dove sono finiti il confronto, la solidarietà, il dialogo, la condivisione e la contrattazione? Non avrei mai immaginato di dover essere punita per non aver voluto fare parte di quel gruppo che da quasi tutti, anche se tacitamente, viene definito ‘cacciatori di teste’”.
Ad essere citato l’ex segretario generale, Pietro Iocca, che a parere della signora Ragni si è arrogato il diritto di affermare ‘la Cisl sono io, o con me o senza di me’. “Dimenticavo, il fine giustifica i mezzi- ha continuato la segretaria uscente- e trovo conferma della veridicità della frase ‘corsi e ricorsi storici’. Mi riferisco al rientro, prima in punta di piedi e poi da despota, dell’ex segretario Fim che sta riportando in Cisl la stessa situazione di circa 20 anni fa quando, dopo una serie di brutte vicende, fu espulso dall’organizzazione”.
Forse non un caso se nel lodo emesso dal Collegio Nazionale Probiviri nel marzo 1992 e nella vicenda che lo ha provocato, compaiono gli stessi personaggi. Molti pensionati hanno applaudito, pochi altri sono rimasti fermi ad ascoltare. La segretaria ha continuato a parlare dell’organizzazione sindacale, degli ideali professati, dell’affidabilità e credibilità che, una volta, la rendevano forte e perno di tutto, mentre adesso queste cose non ci sono più.
Le accuse mosse sono state tante ed anche pesanti, in alcuni casi. “Voglio precisare- ha ribadito Tomasina Ragni- che non ho mai usato la Cisl e la Fnp per interessi personali, non ho mai chiesto di sistemare parenti ma, soprattutto, non ho mai parlato male della mia organizzazione e dei suoi rappresentanti all’esterno. Al contrario, l’ho sempre difesa a spada tratta”. Con queste e tante altre parole ancora, la segretaria ha ringraziato le persone che l’hanno sempre stimata e salutato tutti, augurando agli iscritti alla federazione di risolvere tutti i problemi in modo da restituire loro la Cisl i cui servizi, da valore aggiunto qual erano, sono diventati strumento di ricatto.
Maria Ciarlitto





