mercoledì 11 Febbraio 2026
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Sobrietà, condivisione e solidarietà per curare i mali della società

TERMOLI. Sobrietà, condivisione e solidarietà sono i tre ingredienti speciali per costruire la pace. La ‘ricetta’ è di monsignor Gianfranco De Luca, vescovo della diocesi di Termoli- Larino che ieri, durante la grande manifestazione della ‘Marcia della pace’ a Termoli, ha ricordato a tutti i presenti l’importanza di questo annuale evento che stavolta, oltre ai ragazzi iscritti al gruppo dell’azione cattolica, ha coinvolto tutte le associazioni della diocesi.

“Ho pensato di coinvolgere tutti quest’anno e, data la più che numerosa partecipazione, direi che è stata una buona idea- ha affermato con soddisfazione il vescovo- La sobrietà è indispensabile nel linguaggio e nello stile di vita, la condivisione è fondamentale perché tutto ciò che abbiamo è un dono di Dio e come tale va condiviso. La solidarietà, poi, è il terzo fattore fondamentale per essere costruttori di pace”. ‘Pace pace pace, la pace non si pace’ continuavano a ripetere i bambini durante il corteo. Tantissimi disegni, bandiere della pace, fiaccole, cori e preghiere per accompagnare la sfilata lungo le vie cittadine.

Dopo un momento di animazione presso il centro commerciale Lo Scrigno, ritrovo presso il quale l’associazione del commercio equo e solidale Baobab ha illustrato i propri prodotti commerciali e la storia delle popolazioni che li producono, il corteo è partito alla volta della cattedrale. Centinaia e centinaia di persone, dai bambini agli anziani, hanno portato in giro per la città la loro gioia, il proprio desiderio di pace, illuminando la città con i colori dell’arcobaleno. Quelli della bandiera della Pace. Ma la pace cos’è? Le risposte sono state diverse. Chi l’ha associata alla gioia ed alla serenità, chi alla famiglia, chi all’amore, chi ha parlato di amicizia. Espressioni differenti ma tutte fissate su di un perno centrale, la positività. “La pace è Dio”- ha risposto qualcuno- perché è Lui che ci ha detto di combattere il male e la povertà!”.

Già. Perché si combatte per il male, ma anche per il bene. L’allegria e la voglia di un mondo pacifico non sono state manifestate soltanto attraverso i canti alla pace, la partecipazione alla marcia e le bandiere multicolori. Ben due gesti simbolici hanno rafforzato il significato di tale giornata, con la quale si  è concluso il mese di gennaio dedicato alla pace: il volo di due colombe, a metà percorso e il passaggio ‘di mano in mano’, davanti alla cattedrale,  di tre mappamondi, ossia di palloni gonfiabili mediante i quali ognuno ha ‘stretto la mano ai fratelli di tutto il mondo’. “L’arcobaleno ha camminato con noi- ha concluso il vescovo prima dei saluti- ed ora, attraverso i mappamondi, stringiamo le mani di tutti e uniamo i nostri cuori. Dobbiamo sempre cercare Dio che è la vera pace e la luce”.  

Maria Ciarlitto