giovedì 12 Febbraio 2026
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Termoli, demolito Palazzo Di Gioia. Va via un altro pezzo di storia della città adriatica

TERMOLI. Riceviamo e pubblichiamo dal Circolo Legambiente della città adriatica una nota riguadante la demolizione del ‘Palazzo Di Gioia’.Trascriviamo il testo nella sua integralità declinando ai mittenti ogni considerzione o criterio di giudizioin esso espresso

Era uno dei pochi palazzi storici rimasti a Termoli, sopravvissuto alle demolizioni selvagge degli anni ’60 e come tale posto “sotto osservazione” dalla Soprintendenza.
Non è stato sufficiente, e nell’indifferenza generale e col tacito assenso degli Enti preposti, oggi un escavatore ha cancellato un altro pezzo di storia e del “Palazzo Di Gioia” ci rimangono soltanto le foto ed un cumulo di macerie.

Non sappiamo in base a quale cavillo giuridico ne sia stato consentito l’abbattimento, ma possiamo immaginarlo, pur senza escludere un coinvolgimento (in termini di “lassismo” o “indifferenza”) di chi avrebbe dovuto “vigilare” e “tutelare”.

Si iniziano i lavori, assicurando (sulla carta) la conservazione ed il recupero dell’immobile, ma poi si procede in tutt’altra direzione: dapprima si smonta la copertura, lasciando che le volte legate con malta di gesso ed i muri costruiti in pietrame si dissestino e poi, con l’ausilio di un tecnico compiacente, si certifica il dissesto, chiamando in causa anche la pubblica incolumità.

E così si sostituisce “un pezzo di storia” con una “palazzina anonima e priva di anima”, che ospiterà “locali commerciali ed appartamenti signorili”, con grande soddisfazione (economica) del costruttore ed ulteriore depauperamento del già modesto patrimonio storico della città.

E sì, perchè Termoli, di “palazzi gentilizi” ne aveva fin dall’origine veramente pochi (ed oggi ne ha uno in meno), anche perché, tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900, la popolazione era in prevalenza estremamente indigente (Termoli era un piccolo borgo di pescatori) ed il modesto numero di “Palazzotti Importanti” eguagliava il numero esiguo di persone altolocate.

Oggi, con la demolizione di “Palazzo Di Gioia” è stata scritta una pagina nera della storia della nostra città, una pagina fatta di indifferenza, lassismo, furbizia e (forse) connivenza.

Domani, forse, passata l’indignazione iniziale, tutto sarà dimenticato: gli speculatori andranno nuovamente all’assalto di una nuova “preda” e noi aggiungeremo all’album dei ricordi un ennesimo scorcio della “Termoli che non c’è più.

Il Circolo Legambiente Termolese

V/red