TERMOLI. “Domenica mattina 15 la manifestazione popolare di protesta: subito dopo dimissioni dal Consiglio comunale. Ha chiuso così il suo incontro del nascente ‘Comitato Popolare per Termoli Libera’, l’ex sindaco della città adriatica, Alberto Montano.
Un rassemblemant di amministratori, Comitati di quartiere, associazioni civiche e semplici cittadini che dicono di non voler più accettare la mancanza di dialogo sulle molteplici problematiche cittadine da parte dell’amministrazione civica rea – ad avviso di Montano – di aver paralizzato la Termoli in quelli che sono gi aspetti maggiormente legati all’economia e alle attività, siano esse edilizie, commerciali o turistiche e culturali.
“Con questa iniziativa del comitato – ha aggiunto l’esponente dell’ Adc, aderente al Pdl – intendiamo dare voce a questa legittima protesta, oltre che costituire un avamposto per coloro che hanno urgente bisogno di costruire un dialogo attorno alle problematiche più stringenti che sovrastano i destini dei Termoli.
“E’ giunto il momento di dare un segnale forte e preciso – ha proseguito l’ex sindaco – rispetto a una politica fatta di scelte unilaterali, di silenzi, e di distanza totale dai problemi e dalle esigenze dirette delle categorie, al cospetto di un’esperienza amministrativa sorda al dialogo, nonostante dai banchi della minoranza consiliare siano stati fatti tentativi di ogni genere, per mediare una politca che sta gradualmente mortificando e deprimendo la libera vita di una città che non può essere amministrata nel sospetto, nel pregiudizio aprioristico e nella volontà dei pochi.
Nel cotesto del dibattito ha preso la parola anche la presidente dell’Acemap, Maria Grazia D’Adante (seduta alla destra di Alberto Montano), che ha letto un documento di adesione al ‘Comitato Popolare per Termoli Libera’, ribadendo i disagi delle categorie che ruotano attorno al comparto dell’edilizia, non senza sottolineare i problemi che scaturiscono dal freno allo sviluppo che l’amministrazione Greco – a giudizio della D’Adante – avrebbe provocato nel corso di questi trenta mesi di governo cittadino e l’irrigimento dei meccnismi creditizi nel sistema bancario.
Numerosi sono stati gli interventi a sostegno delle tesi di Montano. Dall’ex assessore comunale, Bruno Garzarella, all’ex presidente di Opera Serena, Ennio Sprocatti; per passare per i rappresentanti dei Comitati di Quartiere; Gerardo Covella (Difesa Grande) e Carmela Sica (Sant’Alfonzo – Crocifisso), che hanno insistito anche su problematiche di stretta attualità, come la raccolta differenziata, destinataria di forti critiche sul modo con cui l’amministrazione civica ha inteso impostarla e realizzarla.
Vi è stata poi una fase più squisitamente politica, con gli interventi del consigliere comunale, Tony Spezzano (pronto a dimettersi assieme a Montano), che ha stigmatizzato i tratti da “monarca, re Sole e sindaco insindacabile – così è stato definito Vincenzo Greco – sordo a qualunque idea che non sia la sua”.
Di taglio diverso e misurato, quello del consigliere regionale, Francesco Di Falco, che si è assunto la sua parte di responsabilità politica e personale, per aver sponsorizzato e sostenuto in campagna elettorale, l’attuale sindaco di Termoli, dichiarando di “aver fatto una scelta errata e un pessimo investimento per la città”.
Veemente è stata la sortita dell’ex consigliere e assessore regionale, Antonio di Rocco, il quale ha insistito sulla necessità di rimettere la città adriatica in condizioni di ripartire e di tornare a recitare un ruolo di centralità nel contesto dello sviluppo e del progresso del Molise.
“Il mio amico ed esperto politico, Antonio Di Rocco – ha esordito l’assessore regionale alla Programmazione, Gianfranco Vitagliano – mi ha suggerito di non dirlo, ma io devo dirlo lo stesso: Molte delle colpe per questo stato di cose, sono da ascrivere anche ai comportamenti delle minoranze in Consiglio comunale che in più di una circostanza hanno gettato la ciambella di salvataggio a questo sindaco che sta distruggendo la città.
Un attacco duro e frontale quello del politico termolese di Pietrabbondante, che ha scandagliato i trenta mesi del governo cittadino del sindaco, Greco, “costellato – ha detto Vitagliano – di crisi su crisi; malcontenti su malcontenti ed epurazioni su epurazioni. Un sindaco – ha aggiunto – che ha giubilato senza farsi scrupoli tutti i più votati dal corpo elettorale, creando in Comune un situazione di impopolarità nei fatti, mai verificatasi prima in città, dando accesso in Consiglio ai meno votati di Termoli.
“Non vedo gli altri consiglieri di minoranza – ha detto ancora Gianfranco Vitagliano (Montano ha poi percisato che erano stati invitai tutti) – e mi meraviglio perché questa operazione della mozione di sfiducia, seppure utile sotto il profilo politico, non potrà che rafforzare e coagulare attorno a sé tutte le forze rimaste fedeli a Greco. A mio giudizio bisogna manifestare con forza domenica 15, ma procedere nel tentativo di dimissioni in massa, sperando di tornare alle urne già dal prossimo giugno.
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