TERMOLI. Trasformare un brutto anatroccolo di pilastri, cemento e ferro in un meraviglioso cigno della ricettività turistica termolese. E’ questo il senso di un progetto d’avanguardia che ha preso le mosse dalla genialità di un imprenditore locale, da sempre attivo in costruzioni immobiliari mai banali.
Il viadotto Foce dell’Angelo, ponte che collega il lungomare nord della città di Termoli, sarebbe destinato all’abbattimento. Almeno questo è stato l’intendimento dell’amministrazione comunale adriatica e l’Anas al tempo della sottoscrizione di quel protocollo d’intesa datato maggio 2006 (nell’epoca del commissariamento Soggiu).
Milioni di euro per realizzare la viabilità alternativa e uno skyline ferroviario che si libererebbe dell’ingombrante infrastruttura viaria.
Ma tutto questo è necessario?
Secondo l’ideatore del programma di riqualificazione no. Perché, invece, non coprire, incassando, la parte esposta alle intemperie e alla salsedine, che ne sta corrodendo la struttura portante, mettendola a rischio e causa di manutenzioni da centinaia di migliaia di euro ad intervento, facendola diventare un albergo sotto le stelle, dizione romantica ma di grande fruibilità negli aspetti promozionali, arricchendolo con bar, ristoranti e altri esercizi capaci di attrarre visitatori.
In un sol colpo, da dieci milioni di euro l’investimento complessivo che il mister x specializzato in edilizia di servizio e terziario, verrebbe dato un giro di vite alla crisi economica, con un impatto occupazionale e di indotto notevole e si creerebbe una risposta mirabile anche alla ricettività asfittica della costa termolese.
Una scommessa da lanciare e vincere anche grazie al ricorso alle tecnologie più avanzate che oggi permettono di edificare l’impensabile, anche sotto il profilo della resistenza e dell’efficienza di rendimento degli impianti.
Il master di questa piattaforma programmatica di riqualificazione urbana, che prevedrebbe anche una pedonalizzazione nella parte ora in cui transitano normalmente tutti i mezzi, brillante anello di congiunzione tra i due livelli cittadini, è stato presentato in Comune, ma pare non abbia colto grande interesse.
Ci auguriamo che questa lungimiranza e l’attaccamento alla propria terra di chi avrebbe trovato terreno fertile nei soci di altre importanti realtà societarie settentrionali, che coadiuverebbero il ‘locale’ nell’esecuzione di questa opera, non trovino il deserto in chi dovrebbe riceverle e valorizzarle.





