TERMOLI. Rendere il giusto omaggio a colui che fu il precognitore del Radar per la Marina Militare. Il corregionale Ugo Tiberio, docente e ufficiale superiore delle Armi navali ha visto il suo operato illuminato valorizzato dall’intestazione dell’istituto tecnico Nautico e per Geometri della città adriatica.
E’ per questo che la dirigenza scolastica dell’istituzione didattica di secondo grado, retta da Teodoro Musacchio e che vede nel professor Angelo De Gregorio l’anima delle iniziative, ha deciso di proseguire nel solco d’impegno per la divulgazione delle imprese portate avanti dallo scienziato molisano.
Un parterre invidiabile quello che ha gremito la sala Adriatico della sede termolese dell’Università degli Studi del Molise, location prescelta per il convegno, anche per la perdurante indisponibilità del plesso di via Trieste, inagibile dal 16 dicembre scorso.
Onori di casa del magnifico rettore Giovanni Cannata, che nel sottolineare ai presenti quanto suggestiva e calzante fosse la cornice ambientale, con il lungomare nord e il Borgo antico ad ergersi in tutto il loro splendore, puntellati al massimo da uno skyline finalmente intonso da perturbazioni, ha anche annunciato come le tematiche naturalistiche saranno anche il culmine della celebrazione della settimana per la ricerca scientifica e tecnologica, che proprio a Termoli vedrà la più degna delle conclusioni.
L’apparizione del Capo d’Ateneo, fugace nei saluti per i suoi molteplici impegni, ha preluso all’avvio vero e proprio dei lavori, iniziati dopo l’introduzione del preside Musacchio e gli interventi istituzionali del presidente della Provincia Nicola D’Ascanio e dell’assessore comunale ai Lavori pubblici, Mario Di Blasio, in rappresentanza del Comune di Termoli (ha preso parte anche Ettore Silverio, presidente della III commissione). L’assenza del sindaco Vincenzo Greco, comunque, non è sfuggita pubblicamente allo stesso Cannata.
Diversi gli esponenti istituzionali che hanno risposto all’invito, il consigliere provinciale Roberto Crema e i due contrapposti inquilini di Palazzo Moffa, Francesco Di Falco e Michele Pangia.
La delegazione più folta, giustificata anche dall’arrivo dell’Ammiraglio Dino Nascetti, Capo di Corpo delle Armi Navali della Marina Militare, è stata quella della locale Guardia costiera, capitanata da Antonio Sartorato e dal suo vice Nicola Albino.
L’insigne profilo di Tiberio è stato ricordato proprio da Nascetti, assistito al sua fianco dal capitano di vascello del Genio Navale Giovanni Muricchio, che, ricoprendo il ruolo operativo di direttore generale degli armamenti navali del ministero della Difesa, ha saputo centrare al meglio l’importanza dell’innovazione apportata da Tiberio nella sua epoca, stiamo parlando dagli anni 50 al 1980, anno della sua prematura scomparsa.
Due i suoi contributi, distanziati l’uno dall’altro da una sapiente pausa ristoratrice, con nel secondo discorso l’illustrazione dei compiti e delle attribuzioni della Direzione generale (Navarm). Nascetti ha evidenziato nel giusto rilievo la sinergia tra il comparto navale della difesa e i settori dell’economia del mare e dei porti, nonché lo sviluppo dei rapporti economici e industriali con i Paesi d’interesse per l’Italia.
Infine, menzione doverosa, in platea, insieme al docente Angelo De Gregorio, non ha mancato di presenziare il Contrammiraglio Flaviano Foligno, ex alunno dell’istituto Nautico, che brillantemente ha seguito, come molti, la carriera della marina militare e, attualmente, è responsabile della delegazione italiana in un programma internazionale per l’acquisizione di nuove unità navali.





