mercoledì 11 Febbraio 2026
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Assemblea agitata con i lavoratori dopo il blocco imposto dalla Regione Molise

TERMOLI. L’assessorato regionale al Lavoro per il momento ha congelato tutto, ma la situazione dei dipendenti della Cantieri Navali di Termoli, zona molo sud-est del porto, appare sempre più problematica. Oggi è scaduto il periodo concessionario della cassa integrazione guadagni straordinaria per le 49 maestranze ed il futuro è sempre più buio.

In cassa integrazione dal primo aprile dello scorso anno, i lavoratori hanno seri problemi economici, che si ripercuotono sulla loro quotidianità. Dopo l’incontro degli scorsi giorni con l’assessore regionale al lavoro Angiolina Fusco Perrella, per esaminare tutte le possibilità circa l’accesso a nuovi ammortizzatori sociali, un nuovo incontro si è svolto stamattina ma l’azienda della Cantieri Navali lo ha disertato.  Un’azienda irremovibile sulle sue pozioni dunque e, dall’altro lato, dei sindacati e dei lavoratori della Cantieri Navali che non ci stanno più a questa lenta agonia circa il posto di lavoro.

Quanto avvenuto stamattina è stato raccontato ai dipendenti dai rappresentanti delle sigle sindacali presenti all’incontro, Michele Di Biase della Fiom-Cgil e Riccardo Mascolo della Fim-Cisl, questo pomeriggio presso la sede giù al porto. Sconcerto, delusione, preoccupazione e tanta rabbia nei lavoratori fra i quali si sono verificati diversi battibecchi. Perché c’è chi non lavora da tempo, neppure un solo giorno e chi, invece, fa anche degli straordinari. E’ stata chiesta la solidarietà da parte di tutti, per portare la proprietà ad una decisione positiva, visto che l’assessore Fusco Perrella si è dimostrata molto attenta e sensibile alla questione, chiedendo che l’azienda venga tenuta ferma ma viva.

Domani il Consiglio Regionale prenderà atto di tutto ed entro giovedì si saprà la decisione definitiva. O dentro o fuori. In caso positivo si avrà un prestito di 3 milioni di euro, con un anticipo della Fim Molise di 600 mila euro. “Tre anni fa i lavoratori erano un centinaio, ora 49- ha dichiarato Di Biase- la Cantieri Navali si sta smembrando. Ci sono ancora delle piccole commesse da fare, ma dobbiamo spingere la proprietà a tenere in piedi l’azienda ed a tenere tutti i lavoratori, pur adottando una rotazione”. Mai come in questo momento si è registrata una forte convergenza fra le istituzioni politiche e locali, ma la situazione lo richiede fortemente.

“Se giovedì non si viene a capo- ha sentenziato Mascolo- vuol dire che c’è proprio un’opposizione del datore di lavoro. L’azienda deve essere tenuta in vita e deve essere giocato il tutto per tutto per sentire ancora il senso di appartenenza alla stessa”. Da domani, quindi,  si va sul piede di guerra. Alcuni lavoratori vogliono presidiare il porto per non fare entrare nessuno. E’ stata invocata la solidarietà da parte delle poche maestranze che continuano a lavorare, ma alcuni non sono d’accordo, timorosi di andare in mobilità e giocarsi il posto di lavoro. 

La crisi è mondiale ma in Molise, ad esempio, la cassa integrazione è aumentata del 553%. Una cifra spaventosa. Vale a dire che l’economia è completamente ferma. “Fino a giovedì non si entra- hanno dichiarato i sindacalisti, spronando un po’ tutti i lavoratori a prendere questa iniziativa, sperando che la questione si risolva in maniera positiva. Altrimenti, se verrà dichiarata la mobilità, entro un massimo di 120 giorni saranno dimesse tutte le attività.

Il malcontento è generale, la situazione critica, la sede dove si è svolto l’incontro pomeridiano e dove i dipendenti solitamente mangiano versa in condizioni pietose. Sterchi di piccioni, polvere, foglie e buste varie, spazzatura e sporcizia. Insomma, il problema non è solo il posto di lavoro. “Se ad una persona togli il lavoro- ha concluso il sindacalista della Fiom-Cgil, Michele Di Biase- togli la dignità. Ci sono persone della Cantieri Navali che la mattina fanno passeggiate sul molo perché hanno nostalgia del posto di lavoro. Non si può continuare così”.

Ancora qualche giorno, dunque, e si conoscerà il verdetto finale.

Maria Ciarlitto