Termoli. La povertà tra esigenze economiche, carenza di lavoro, disagio sociale e abitativo, bisogni primari. Di questo si è discusso questa mattina (21 marzo) alla Cittadella della Carità al paese vecchio in occasione della presentazione del primo rapporto sulle povertà curato dalla Caritas Diocesana di Termoli-Larino.
“Questo piccolo rapporto – ha affermato don Ulisse Marinucci, direttore Caritas – il primo della nostra Caritas Diocesana, ha l’umile desiderio di fornire un contributo all’ascolto, alla osservazione e al discernimento sulla condizione di disagio che vivono tante persone. Volti non lontani, ma che appartengono al nostro territorio, al nostro quartiere, alla nostra comunità parrocchiale e che sono il nostro prossimo”.
Ed è proprio osservando “la miseria del mio popolo” che la Caritas Diocesana ha stilato questo primo rapporto per contribuire alla lettura e alla comprensione di quel mondo complesso dei cosiddetti poveri. “La povertà – ha affermato Walter Nanni, responsabile Ufficio Studi di Caritas Italiana – è un concetto complesso, non sempre facile da intendere a tal punto che nello stesso mondo Caritas non tutti lo intendono alla stessa maniera. Per alcuni, secondo un sondaggio effettuato nei centri Caritas, la povertà è anche un atteggiamento o uno stato mentale. Ma la definizione che dà Caritas Italiana della povertà guarda alle risorse necessarie alla sopravvivenza”.
E di persone in gravi difficoltà economiche ne incontriamo tutti i giorni nel quotidiano. E a queste persone, come nella parabola del Samaritano, dobbiamo essere capaci di avvicinarci, di ascoltarle e di guarirle per poi testimoniare. “Siamo chiamati – ha affermato Monsignor De Luca, vescovo della diocesi Termoli-Larino – come comunità ecclesiale e civile ad individuare ogni mezzo possibile per combattere la povertà, per evitare il disagio dei più deboli, per frenare l’esclusione sociale dei migranti e di tutti coloro che spariscono dietro alle cosiddette soglie di povertà assoluta”. Un compito arduo portato avanti dalla Caritas diocesana con grande impegno e soprattutto attenzione e ascolto.
Ma le emergenze del territorio sono molteplici e sempre più in aumento rispetto a delle risorse che invece non sono illimitate. “E’ moralmente accettabile – domanda Nanni – un sistema pubblico di welfare dove gli anziani si rivolgono alla Caritas per ottenere il minimo vitale?”.
In Italia sono oltre due milioni e mezzo le famiglie povere, circa l’11% delle famiglie residenti. Sono cioè poveri oltre 7 milioni di individui pari al 12,8% dell’intera popolazione. Nel Sud è povero il 22,5% delle famiglie e il 65% del totale delle famiglie povere risiede nel Meridione. “Sulle tendenze complessive di impoverimento – continua Nanni – il Molise presenta una certa ambivalenza. In Molise il 13,6% delle famiglie è sotto la linea di povertà Istat contro il 22,5% della media del Sud. Dall’altro lato si evidenzia un peggioramento delle condizioni economiche delle famiglie del Molise. Passando dal 2006 al 2007 si rilevano vistosi incrementi di disagio. Si registra così un +112,7% di famiglie molisane che non ha avuto soldi per gli alimenti; +37,6% di famiglie che non ha avuto soldi per vestiti necessari; +36,4% di famiglie che arriva a fine mese con molta difficoltà. Questo evidenzia la presenza sul territorio di vecchie povertà che vanno ad incrociarsi con nuove situazioni di sofferenza”.
Bisogni ed emergenze che si trasformano anche a causa della profonda crisi economica che sta attraversando il mondo. Una crisi che oltre a far incrementare emergenze e bisogni sta anche cambiando la stessa categoria dei cosiddetti poveri. “La profonda recessione economica – ha affermato Gianni Pinto, responsabile dell’Osservatorio Caritas Termoli – sta comportando un considerevole mutamento nel panorama degli utenti dei centri di ascolto. In particolare da novembre 2008 si ha un incremento di cittadini italiani e soprattutto di donne con problemi economici. Così come si ha avuto un incremento di utenti proprietari di casa e coloro che vivono in affitto”.
Hogan






