venerdì 13 Febbraio 2026
Cerca

Fismic insegue i nuovi traguardi. Dibattito su crisi dell’auto e stabilimento Fiat

TERMOLI. La storia e le sfide del futuro si fondono con l’entusiasmo profuso da una classe dirigente, che dal lontano 1960 ai giorni nostri evidenzia il protagonismo positivo di una organizzazione sindacale, la Fismic, nata per stare al fianco dei lavoratori, ma non contro l’azienda per eccellenza del sistema Paese: la Fiat.

Nemmeno gli ultimi non eccezionali rapporti con la direzione dello stabilimento Fiat Powertrain Technologies di Termoli hanno affievolito quello spirito partecipativo e costruttivo che da sempre contraddistingue l’operato del principale sindacato autonomo.
Diverse le sfide raccolte ieri, nell’appuntamento all’hotel Garim, dinanzi al componente la segreteria nazionale Raffaele Martinelli.
Il primo autentico banco di prova per la dirigenza che qualche anno fa prese le redini di un movimento allo sbando, per l’abbandono del nucleo che aveva ereditato la storica missione portata avanti nei decenni dal cavaliere Stefano De Sanctis, sarà il rinnovo della rsu, in programma nell’estate che sta per arrivare.

Un monito chiaro alle altre organizzazioni, che solo quando si tratterebbe di promuovere scontri all’arma bianca coinvolgerebbe il Fismic, lasciandolo in disparte nel perfezionamento degli accordi ad personam, bollati dall’altro esponente di esperienza Camino quasi come se fossero sottobanco.

Giovanni Mercogliano, Antonio Pascussi, Angelo Castiello, Antonio Marinelli e altri sono intervenuti per rimarcare gli oggettivi disagi nel farsi largo nelle officine.

Sul fronte della crisi, oltre le diverse sfaccettature di una situazione di estrema pericolosità sociale, illuminante il passaggio con cui Martinelli, pur comprendendo le ragioni della solidarietà che hanno promosso la protesta dei territoriali sui cento trasfertisti che da Pratola Serra verrebbero a Rivolta del Re, ha esplicitato la piena in applicazione dell’accordo di bacino.

Qualora si richiamassero i giovani lavoratori interinali espulsi nell’autunno scorso, l’azienda non potrebbe più ricorrere alla cassa integrazione, ipotesi che in un momento in cui i fabbisogni vengono determinati quasi giornalmente, sarebbe impensabile. 

emanuelebracone@termolionline.it