di Antonio Lanzone
Termoli è una realtà calcistica abituata atavicamente a vedere le proprie aspettative disattese. Per settimane chi scrive ha fatto da pompiere sulle colonne di Termolionline.it perché era troppo evidente che si tornava a soffiare sul fuoco col rischio di scottarci di nuovo e la probabilità di una “scoppola” a Petacciato era quanto più fortemente temevo. Dopo il pesante 3-1 subito al “Marchesi Battiloro” ed una prestazione assolutamente inconsistente sotto tutti i punti di vista, lo avevamo scritto e lo ribadiamo, senza minimamente stancarci: a Termoli nonostante i grossi sacrifici che il presidente Di Siena insieme a tutto il suo staff fa, non si può ambire a vincere un campionato senza una buona programmazione ai nastri di partenza giacché mancano componenti essenziali, su cui è inutile tornare ad insistere. Ciò non toglie che Termoli non possa fare il salto di categoria, ma l’obiettivo deve maturare non in corso d’opera ma allo start con gli uomini giusti al posto giusto. E’ accaduto così col Termoli di Cosco e di Torre e non un secolo fa.
Partire in un campionato di eccellenza non con il chiaro obiettivo di vincerlo, ma in fondo in fondo crederci, per poi ritrovarsi , al giro di boa ad una distanza abissale dalla capolista, è una incontrovertibile contraddizione. Ad oggi, il gap che un ambiente calcistico come quello termolese paga rispetto a quello boianese si è materializzato già all’indomani dello scontro diretto dell’andata. E’ vero che i ragazzi di mister Farina partivano col vantaggio di avere un’ossatura di base con il chiaro intento di stravincere questo campionato di eccellenza.
Poiché ora l’obiettivo rimasto in corso d’opera è vincere i play-off per farlo ci vuole la personalità e la condizione psico-fisica che il Termoli attuale non sembra di avere e quindi inutile illudere ancora tutta piazza. Chiudere con dignità e onore potrebbe essere l’obiettivo finale che tutto l’entourage termolese potrebbe proporsi per poi gettare della basi solide per l’avvenire come quello di collaborare fattivamente con le altre realtà calcistiche locali, vedi l’accordo fatto in settimana con la scuola calcio di Difesa Grande.
Capitolo tifosi. L’unica verità è che il Termoli calcio non ha più tifosi, per quei pochi rimasti questo è il solo punto di discussione,
purtroppo, c’è una mancanza di fiducia collettiva, che esula dal progetto sportivo portato avanti da Di Siena e C.. La Termoli calcistica paga dazio per la retrocessione in una categoria che gli va molto stretta e che da diversi anni non riesce a uscirne fuori. Questo dazio, in termini di sfiducia, lo pagheremo fino a che non ritorneremo in quella categoria che ci appartiene e dalla quale non siamo capaci di risalire.





