TERMOLI. Il silenzio di riflessione con cui l’assessore al Bilancio del Comune di Termoli, Pino Marino, ha vissuto le ore immediatamente successive al fattaccio accaduto nel retro della sua abitazione, quando un malpensante ha ritenuto opportuno scaricare rabbia e scarti del pesce consumato poco prima nel giardino di via Arno, ha prodotto un sostanziale atteggiamento di coerenza, con moniti di sdrammatizzazione e invito al dialogo.
Confermando la volontà di non commentare affatto l’episodio spiacevole, Marino, come gli è consono, persona ben educata e distinta, ha voluto rassicurare la città comunicando il perfetto smaltimento di quegli avanzi così poco desiderabili lasciati in bella vista al centro del retro della palazzina. Insomma un problema umido in meno per i dipendenti della TeAm.
Sull’anonimato del responsabile, invece, Marino, pur non volendo lederla in alcuna maniera, invita il suo tiratore scelto, che evidentemente ne conosce usi e uscio, se non personalmente, addirittura, a uscire allo scoperto e, nella discrezione tipica dell’esponente socialista a motivarne le fondamenta di quel comportamento e ad aprire in dialogo per cercare di risolvere la problematica. Insomma, disponibilità assoluta e non ricerca di una rivalsa per Marino, che con questo profilo umano vorrebbe che i riflettori si spostassero su contributi costruttivi.





