TERMOLI. La raccolta differenziata porta a porta è partita in due delle tre zone in cui è stata ‘divisa’ la cittadina adriatica e lunedì il door to door busserà anche alle porte dei residenti di Termoli Nord, ma alla fine chissà come andrà a finire questo sistema. Il perché è abbastanza evidente.
Le polemiche raccolte dal nuovo servizio sono notevoli e sempre più feroci, tanto che lo scorso incontro pubblico svoltosi presso i locali della parrocchia del Sacro Cuore, fra i cittadini ed i responsabili del ‘porta a porta’, si è trasformato in una rissa verbale e poco è mancato che la diatriba apertasi sfociasse in un linciaggio. Le accuse dei termolesi sono avanzate sempre più davanti ad uno Stefano Manes, responsabile della cooperativa Erica, che non sapeva più cosa fare e rispondere, se non provare ad arrampicarsi sugli specchi.
Il conferimento differenziato dei rifiuti casa per casa o, palazzina per palazzina, non è affatto sbagliato. E la prova positiva è fornita da altri paesi dei comuni limitrofi che da tempo e con successo lo stanno praticando. Il problema è la gestione, la modalità con cui il servizio è stato affrontato a Termoli. Ogni cambiamento, è risaputo, genera contrasti e disappunti, ma stavolta non si tratta soltanto di rispondere o di agire per mantenere le cose allo stato attuale, senza cambiamenti e modifiche varie. I cittadini sono quasi ‘impazziti’ alla vista ed alla notizie di alcune considerazioni e decisioni prese dall’amministrazione comunale e, quindi, dall’assessorato all’ambiente.
Le isole ecologiche sono state richieste facendo la voce grossa, perché altrimenti ‘Termoli diventa una città invivibile ed anche noi non possiamo stare dietro alle vostre idee, svegliandoci la mattina presto per posizionare i bidoni fuori dalle abitazioni’. Ma, ancora di più, ci si preoccupa della responsabilità dei contenitori che, secondo il contratto stipulato, spetta alla società della Teramo Ambiente la quale, invece, cerca di scrollarsi di dosso ogni responsabilità, scaricando ogni cosa sul singolo cittadino. E, altro argomento di forte polemica, la pulizia dei contenitori. Nessuno vuole occuparsi della pulizia dei bidoni condominiali che, ancora una volta, dovrebbe spettare alla Te.Am.
Anche questo riporta il contratto, analizzato in maniera capillare, ma per l’ennesima volta la ditta sostiene che dei lavaggi dei bidoni colorati se ne devono occupare i cittadini. Urla, paroloni, risate di scherno e contrarietà espresse. L’altra sera è successo di tutto e di più. Una sorta di rivolta di parte della cittadinanza che si è ribellata alla metodologia utilizzata per la differenziata. Ed, una rivolta, che non si fermerà certo qui. Su questo e su tanto altro dovrebbero riflettere i responsabili della Erica, della Teramo Ambiente, l’amministrazione comunale e l’assessore Emanuela Lattanzi, grande assente dell’incontro pubblico e richiesta a gran voce.
Perché la cittadinanza è pronta a dare battaglia per far valere i propri diritti, siano essi tali o presunti. E perché i ‘responsabili della differenziata’ rischiano di ritrovarsi con cumuli e cumuli di spazzatura davanti al comune ed alle proprie abitazioni ed uffici, come molti cittadini hanno minacciato di fare. Ma non è tutto. Due notti fa, infatti, sono stati dati in pasto alle fiamme alcuni bidoni della spazzatura siti nelle vicinanze del comune. Bravata di qualche ragazzo o atto vandalico di qualche cittadino derivante dalle polemiche sulla spazzatura?
Maria Ciarlitto






