LARINO. Numeri da record per la nuova manifestazione di protesta organizzata, questa mattina, nel centro frentano dal comitato per la difesa del Vietri. Quasi 3mila persone, infatti, in rappresentanza non soltanto di Larino ma dell’intero basso Molise sono scese in strada per ribadire a gran voce la propria contrarietà a chi, a colpi di tagli e ridimensionamenti, sta cercando di riscrivere il modo di fare sanità in questa parte di Molise.
A Larino, in un turbinio di bandiere rosse e azzurre, bianche e rosa, a dimostrazione che quando c’è un bene comune da tutelare, non esistono divergenze politiche (erano presenti, infatti, tutti i rappresentanti dell’amministrazione comunale, quasi tutti i sindaci del cratere, i consigliere regionali di minoranza ad eccezione di Chieffo, il presidente della Provincia D’Ascanio e altri consiglieri provinciali ma anche il vice sindaco di Termoli Matteo Caruso) la gente si è ritrovata come non accadeva da anni.
Si è ritrovata la gente di Larino e con essa quella del circondario perché “se qualcuno vuol ledere la nostra dignità chiudendo il Vietri – è stato detto – dovrà prima passare su di noi”.
E prendendo in prestito lo slogan del Pd in tanti hanno ricordato che “se il Vietri chiude il San Timoteo collassa”, a dimostrazione del fatto che le due strutture sono e devono restare funzionalmente indispensabili a questo territorio molisano che è quello maggiormente in crescita rispetto ad altri territori di questa piccola regione. La marcia pacifica, a suon di musica e slogan, è partita intorno alle 9.30 da piazza Vittorio Emanuele ed ha raggiunto intorno a mezzogiorno la centralissima piazza del Popolo.
Durante il tragitto le donne del comitato hanno manifestato a modo loro l’indignazione verso quanti chiudendo il reparto materno infantile al Vietri stanno, di fatto, imponendo a loro, mogli, madre figlie e nonne di andare altrove a partorire i propri figli, a risolvere altrove i propri problemi. Una scena drammatica attraverso la quale le donne hanno voluto testimoniare come la chiusura di ginecologia a Larino le lasci in mezzo ad una strada senza quella professionalità ed umanità che da sempre sono connaturate al reparto nascite del Vietri.
E poi ancora, nella marcia di avvicinamento al palco, gli slogan dei giovani, urlati al cielo, e la protesta silenziosa di uomini, donne e bambini che solo con la loro presenza hanno, comunque, testimoniato che sono contrari, per usare un eufemismo, alla riorganizzazione voluta da Iorio e messa in atto dal manager Florio.
Una manifestazione di dignità, così l’hanno definita quelli del comitato che con il coordinatore Michele Palmieri hanno ringraziato, in primis, i sindaci, i politici presenti ma soprattutto le tante persone che hanno scelto oggi di essere presenti a Larino.
Sul palco il primo cittadino, rimarcando la presenza alla manifestazione del vice sindaco di Termoli Matteo Caruso ha chiaramente lasciato intendere che la battaglia è comune ai due ospedali e che il San Timoteo non può certo contenere tutto il Vietri.
“E’ vero ci sono state novità importanti – ha affermato Giardino – per quanto riguarda il pronto soccorso, ma la battaglia non è chiusa perché, sebbene non si tratti di lottare per l’esistenza del Vietri, si deve perseguire l’obiettivo di far tornare al Vietri quello che ci è stato tolto”.
Illuminante, come sempre, l’intervento di don Antonio Mastantuono che con tre verbi:continuare, collaborare e sperare ha invitato tutti a non rassegnarsi e non disperdersi perché la battaglia deve andare avanti. Una manifestazione di dignità, si diceva, la dignità non soltanto dei larinesi che non sono malati di larinite, come qualcuno va dicendo, ma della gente di questa parte di Molise che lotta e continuerà a lottare per il Vietri.
Nixi






