martedì 10 Febbraio 2026
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Il Sinarca esonda allagando tutto. Strada chiusa: residenti e agricoltori imbufaliti

TERMOLI. Una città di mare che diviene nelle sue zone periferiche un vero acquitrino a ogni piè sospinto di pioggia.

Bastano poche ore di precipitazioni atmosferiche significative per mettere in crisi l’assetto idro-geologico delle vallate solcate dai corsi d’acqua.

A sud il Biferno e a nord il Sinarca. L’alluvione del 2003 e i problemi ripresentatisi successivamente almeno in altre 4 circostanze, seppur di minore impatto, evidenziano l’emergenzialità di una situazione che, ciclicamente, non riesce ad essere affrontata con il crisma della risoluzione.

Il violento nubifragio che si è abbattuto in nottata sulla città ha gonfiato in modo considerevole il torrente che sfocia a lato della Torre saracena, superando nettamente gli argini e allagando campagne, abitazioni e strada.

Vigili del fuoco e polizia municipale sono dovuti accorrere per monitorare quanto successo, chiudendo al transito l’arteria provinciale in via precauzionale.

Vibranti sono state le proteste dei residenti, che da anni lamentano una regimazione delle acque davvero ridotta a un colabrodo.

Gli interventi programmati dopo l’evento alluvionale del 2003 hanno riguardato soltanto l’alveo del fiume Biferno, di portata maggiore e con insediamenti di altra caratura, tuttavia è ingiusto che un pezzo importante del territorio venga dimenticato.

La viabilità è un aspetto funzionale, ma quando una via di comunicazione costeggia un corso torrentizio occorre metterne al sicuro la transitabilità anche nelle peggiori condizioni meteo, così come l’autorità di bacino dovrebbe garantirne una continenza nel deflusso alla foce.

emanuelebracone@termolionline.it