TERMOLI. Una febbre acuta sta colpendo molti cittadini professionisti. Anche a Termoli. Non si tratta di una malattia virale, ma della febbre dell’Albo professionale che sta contagiando tutti. Molte categorie di professionisti, infatti, lamentano l’assenza di un ordine fatto su misura per loro e le richieste di questo ‘strumento’ si fanno sempre più sentire.
In Italia, ad esempio, a proposito delle istituzioni di ordini rappresentativi di svariate professioni, se ne sono viste, negli scorsi anni, di tutti i colori. Prima delle elezioni del 2008, giusto per fare un esempio, Daniela Santanchè, aveva proposto provocatoriamente, ma fino ad un certo punto, di istituire l’Albo degli Imam. Ma non finisce qui. Altri personaggi, infatti, hanno avanzato la richiesta dell’istituzione di Ordini professionali per sessuologi, antropologi esistenziali, stenotipisti, grandi chef. Addirittura per ex parlamentari.
Forse un po’ troppo esagerato. Tuttavia la febbre degli ordini non ha abbandonato nemmeno la legislatura new entry, dal momento che per Domenico Gramazio di An, sarebbe stato fondamentale creare l’albo degli esperti in ‘medicina manuale vertebrale’ e per Berselli del Pdl, un albo per la ‘professione intellettuale di ufficiale giudiziario’. Qualcun altro, invece, scommette sull’albo professionale per pedagogisti mentre altri puntano sull’Ordine degli ‘ottici ed optometristi’. Insomma idee stravaganti e meno stravaganti che però non si placano.
A Termoli, invece, su cosa si punta? La segretaria regionale della Fsi, Federazione dei Sindacati Indipendenti, nonché consigliera comunale, Fernanda De Guglielmo, ad esempio, assieme agli altri membri del sindacato chiede l’istituzione di un albo professionale per tutte le professioni sanitarie perché, come la stessa ha spiegato, questi non sono previsti per tutte le categorie. Durante il congresso di tre giorni svoltosi a Riccione nel mese di febbraio, infatti, la Fsi ha trattato il tema, o forse il problema, degli ordini professionali all’interno del reparto sanitario.
Adesso, quindi, ci si sta muovendo con una raccolta firme per modificare alcuni decreti legislativi circa la contrattazione nazionale e si stanno svolgendo vari incontri soprattutto per la sanità e per la costituzione di questi ‘invocati’ albi professionali in cui far rientrare figure e tecnici specializzati quali fisioterapisti, ostetriche, tecnici di laboratorio biomedico. In effetti, attualmente, gli unici ad avere un albo nel campo della sanità sono gli infermieri ed i tecnici di radiologia. Pertanto, per avere una tutela maggiore, tali richieste saranno portate persino in Parlamento.
Certamente una richiesta di albi ed ordini professionali più concreti, meno fantasiosi e più attinenti alla realtà. Altro che farla finita con le barriere di accesso alle professioni. Notai, giornalisti, ragionieri, commercialisti, avvocati, geometri, psicologi, agronomi, ingegneri. Perché no, dunque, con i traduttori, i logopedisti, i fisioterapisti ed i tecnici di laboratorio biomedico?
Maria Ciarlitto





