venerdì 13 Febbraio 2026
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La Procura di Larino ha chiesto 102 rinvii a giudizio per l’inchiesta sulla sanità

TERMOLI. Due enormi faldoni accorpati nello stesso filone di indagine. Per la tanto discussa operazione Black Hole arriva la prima importante tappa. La Procura della Repubblica di Larino ha infatti chiesto il rinvio a giudizio per ben 102 persone indagate a vario titolo nella maxi operazione partita con lo scandalo della sanità in basso Molise per giungere fino alle spie in Procura. Due storie che secondo gli inquirenti sarebbero legate da uno stesso filone che avrebbe come comune denominatore la politica. Vicende che si intrecciano tra il comune di Termoli con l’allora sindaco Remo Di Giandomenico, passando per il San Timoteo arrivando fino alla Procura frentana per giungere definitivamente in regione. L’operazione è partita nel 2006, era il 2 febbraio quando cronisti e fotografi si assieparono alle prime luci dell’alba davanti al comando dei carabinieri di via Martiri della Resistenza perché il vociferare aveva già fatto il giro delle redazioni.

In quell’occasione i primi arresti eccellenti. Patrizia De Palma, all’epoca primario del reparto di Ostetricia e Ginecologia del San Timoteo, il marito, l’ex sindaco e allora parlamentare Remo di Giandomenico, Mario Verrecchia dell’Asl 4 e tanti altri ancora. Le accuse sono di associazione a delinquere, concussione e peculato. Il tutto ha inizio con il sequestro di un ecografo portatile di proprietà della Asl rinvenuto all’interno dello studio medico privato di San Severo della dottoressa De Palma. Una circostanza che induce i militari dell’Arma ad approfondire le indagini che forniranno in seguito quelli che gli inquirenti considerano elementi di prova importanti per il proseguo delle operazioni. per Remo Di Giandomenico viene invece formalizzata alla commissione incaricata della Camera dei Deputati la richiesta di autorizzazione a procedere con l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Richiesta respinta ma l’ex sindaco di Termoli sarà ugualmente colpito da una ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nel momento in cui perse l’immunità parlamentare.

La Procura di Larino prosegue però le indagini. Ma a breve ci sarà un altro colpo di scena, quello delle cosiddette spie in Procura che porta dietro le sbarre il colonnello del comando provinciale dei carabinieri Maurizio Coppola ma anche altri esponenti tra poliziotti e carabinieri che prestano servizio in Procura. Ci sono però anche il capitano della polizia municipale di Termoli Ugo Sciarretta, Ruggiero Romanazzi uno degli avvocati di Di Giandomenico. Secondo la Procura il nuovo filone spalancherebbe le porte a quella che è stata definita un’associazione parallela che operava tra Termoli e Larino e che stava tramando alle spalle della Procura stessa. Gli avvisi di garanzia successivamente colpisce con avvisi di garanzia anche esponenti regionali, il presidente Michele Iorio, Sabrina De Camillis, Gianfranco Vitagliano e Luigi Velardi. Le Ora però la parola passa al giudice per le indagini preliminari. In tanti ritengono che molte posizioni saranno stralciate ma bisognerà ora aspettare l’udienza.

Red