TERMOLI. Negli ultimi tempi, ormai, non si fa altro che parlare di crisi, di soldi, di mancanza di lavoro o di un’occupazione fissa. Il numero dei poveri è consistentemente aumentato tanto che si parla di ‘nuovi’ poveri. Le famiglie non riescono ad arrivare a fine mese, i soldi in casa non bastano mai e fare la spesa diventa sempre più complicato.
Eppure, nonostante tutto, non si rinuncia a mandare i propri figli in gite scolastiche e viaggi di istruzione. Questo, infatti, è ciò che è emerso facendo un giro fra le varie scuole di Termoli, chiedendo informazioni proprio sulle adesioni degli studenti ai viaggi organizzati dalla scuola. Presso l’istituto tecnico scientifico Alfano, ad esempio, i ragazzi all’ultimo anno delle superiori hanno già fatto il loro viaggio nel mese corrente, facendo registrare un’adesione pari al 90% degli studenti delle classi quinte. Una settimana all’estero per loro, cinque classi a Berlino ed una a Praga, in viaggio con l’autobus, per risparmiare un po’ sui costi del viaggio.
Tuttavia, autobus o meno, l’istituto Alfano non ha affatto notato una flessione di partecipanti rispetto agli scorsi anni, anzi. Stessa cosa all’Itc Boccardi, dove circa 80 studenti partiranno, nella prima settimana di maggio, per circa sei- sette giorni con una crociera nel Mediterraneo. Un costo di circa 530 euro a persona che non ha fermato i genitori, alle prese con mille difficoltà economiche. In questo periodo di crisi si rateizza quasi tutto, ma se qualcuno pensa che una simile rateizzazione avvenga anche per le gite, per andare incontro ai nuclei familiari, si sbaglia di grosso.
Come ha spiegato il dirigente scolastico del Boccardi, Mario Quici, per le famiglie non c’è stato nessun tipo di incentivo perché il viaggio di istruzione ha una valenza didattica e culturale di certo, ma pur sempre una componente ludica che la scuola non paga. “Le adesioni alle gite, rispetto agli altri anni, non sono cambiate – ha dichiarato il preside Quici – sia per quanto riguarda le quinte sia per quanto riguarda le altre classi. La scuola organizza il viaggio sulla spinta degli studenti, non preme certamente per effettuarlo”. Su questo concorda anche il preside dell’Alfano, che ha precisato che le gite, se non raggiungono almeno i due terzi delle classi partecipanti, non hanno seguito.
Per cui se si fanno o, come nel caso dello scientifico, ci sono già state, vuol dire che le adesioni sussistono. Insomma, la crisi c’è, ma non si è fatta sicuramente notare per le gite scolastiche. Anche l’istituto tecnico nautico statale e per geometri, infatti, ha fatto registrare in questo campo una sorta di immunità dalla crisi. Come ha spiegato il vicepreside Angelo De Gregorio gli studenti del nautico, prossimi alla maturità, sono pronti a partire il 14 aprile per otto giorni con la Msc Armonia. Una crociera nel Mediterraneo, durante la quale gli allievi toccheranno con mano i compiti degli ufficiali mercantili. Seguiti da alcuni ufficiali tutor, infatti, saranno proiettati nel loro ‘futuro’, nel loro mondo, attraverso la partecipazione ai turni di guardia notturna ed in sala macchine, l’istruzione alle normative per la salvaguardia e la sicurezza in mare, insomma effettueranno una sorta di stage.
Con loro partiranno anche alcuni allievi del geometra, naturalmente con finalità culturali differenti. Una crociera, per questi ultimi, che ha fatto registrare un’adesione di poco più della metà degli studenti. I ragazzi del nautico delle classi terze e quarte, poi, non saranno da meno. Il due maggio, infatti, partiranno anche loro con uno stage che rientra nel progetto di Alternanza Scuola e Lavoro alla volta di Barcellona. Un progetto iniziato lo scorso anno e che, mediante dei finanziamenti, permette ai ragazzi delle classi terze e quarte di effettuate lo stage senza spendere nulla. Le finalità dello stage, naturalmente, sono le stesse perseguite dagli allievi del quinto.
Per loro, però, si tratta soltanto di un viaggio- stage di pochi giorni. Esattamente quattro giorni di full immersion per carpire meglio i compiti ed il servizio degli ufficiali di bordo. In questo caso, dunque, nessun problema pecuniario per le famiglie. Tuttavia, anche in caso di semplici e tradizionali gite scolastiche, sembra che la crisi non abbia attecchito più di tanto nei budget familiari. Probabilmente i genitori preferiscono rinunciare a qualcosa o stringere ancora di più la cinghia per permettere ai propri figli di fare un’esperienza indimenticabile.
Maria Ciarlitto





