TERMOLI. Arlecchino, un nome, una maschera che evoca fantasia, ma anche, se vogliamo, frammentarietà di pensiero e, di rimando, di atteggiamento.
Un acuto osservatore, lettore di Termolionline.it, ha segnalato al sito lo stato di degrado e di fatiscenza in cui versa uno dei ponticelli del parco comunale intitolato alla memoria di Girolamo La Penna.
Il cittadino benemerito, Andrea Cagliano il suo nome, evidenzia, nella mai inviata al portale, come una bruttura evidente, quella da lui definita lo stesso ponte e ascrivibile al progettista, sia testimonianza di una condizione deteriore che ben illustra la capacità di conservazione degli arredi urbani, per di più nel giardino principe della città adriatica.
Un duplice livello di responsabilità, dunque, con da una parte chi ha scelto e assecondato un’opera di pregio discutibile e, dall’altra, l’abbandono graduale e progressivo, non scalfito nemmeno dall’ultimo progetto di ristrutturazione effettuato alla ‘villa’.
Chiunque, transitando nelle vicinanze delle tubazioni cilindriche di cemento avesse pensato bene di utilizzarle come fossero dei cassonetti a cielo aperto funzionati 24 ore su 24 avrebbe solo dimostrato l’alto tasso di inciviltà, mentre coloro che, addetti al servizio di mantenimento del decoro dell’oasi verde e dei suoi manufatti, mai hanno infilato mano con guanto e rastrello per ripulirli dai lasciti indesiderati parimenti dovrebbero subire delle pubbliche ramanzine.
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