martedì 10 Febbraio 2026
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Testimonianze e idee per risolvere un male della società

TERMOLI. Prevenire il disagio giovanile, affrontarlo e recuperare gli adolescenti caduti in questo abisso. Quello del disagio giovanile è un problema molto complesso e di grande attualità, che necessita di serie ed approfondite riflessioni. In esso sono coinvolti i nostri ragazzi, i nostri bambini che, in preda al disagio, danno vita a fenomeni di bullismo, di isolamento, di abbandoni scolastici, di vandalismo.

Il problema è stato discusso in un convegno dal titolo ‘Disagio giovanile: famiglia, scuola e società’ organizzato dalla Fidapa, Federazione Italiana Donne Arti Professioni affari, sezione di Termoli. Oltre al sindaco Vincenzo Greco ed alla presidente della sezione Teresa De Rosa, sono intervenuti la responsabile della sezione Nicla Marangelli, la docente Teodora Procacci, lo psicologo e psicoterapeuta Nicola Malorni e la dirigente scolastica Matilde Tartaglia.

Come può un’amministrazione comunale prevenire il disagio fra i giovani? Il sindaco Greco e l’intera amministrazione comunale, hanno dato vita ad una Consulta Giovanile. Una sorta di ritrovo per i giovani, per gli adolescenti che nella struttura sperimentano corsi di pittura, fotografia, mostre, corsi di breakdance e tant’altro. Ma questo non basta. Il disagio giovanile dilaga e la dimostrazione sono i sempre più frequenti fenomeni di bullismo e vandalismo. “A scuola il disagio giovanile si evidenzia attraverso varie forme- ha commentato la docente Procacci- ma quelle più scottanti sono l’isolamento, la dispersione scolastica, il bullismo o mobbing. C’è bisogno di modelli culturali della società e delle famiglie”.

A proposito, le famiglie che ruolo hanno in tutto questo? Bisogna dare voce ai ragazzi, ai loro pensieri e bisogni, ma anche a quelli degli adulti, dei genitori che si sentono soli e spaesati dinanzi a tali problematiche. I genitori sono in disagio perché non riescono a dire di no ai propri figli, sono confusi e la confusione dei ruoli non è mai positiva. Il malessere adolescenziale è sempre più pregnante, ai giovani tranquilli e sereni si affiancano tanti altri che vivono in un mondo di noia e di vuoto. Non hanno progetti per il futuro, né sogni, né speranze. Sono adolescenti che devono essere aiutati. Dalla famiglia, dalla scuola e dalla società.

Perché ognuna di queste tre componenti deve collaborare e ritrovare il giusto peso e ruolo. Un ruolo educativo, affettivo, normativo, culturale e di sostegno la famiglia, alla quale devono affiancarsi la scuola, con un clima adeguato ed educativo e la stessa società, la quale oltre a dare nuove risposte alle problematiche adolescenziali, deve effettuare un intervento preventivo con il sostegno di strutture adeguate.

Maria Ciarlitto