Termoli. Ci sarebbe un testimone. Una persona che potrebbe aver assistito alle drammatiche sequenze dell’omicidio di Raffaele Scala, il 38enne di origine campana assassinato con nove coltellate venerdì 20 febbraio a Termoli in via Duca degli Abruzzi. Ci sono due indagati per l’accaduto, Giuseppe Cito e Luigi Libutti rinchiusi nel carcere di Melfi.
Con diverse coltellate avrebbero finito Scala in mezzo alla strada. Gli inquirenti nelle prossime ore potrebbero definitivamente chiudere le indagini. Libutti e Cito sono accusati di omicidio volontario anche se la polizia sta cercando di verificare se ci possa essere stata anche premeditazione.
Le dichiarazioni del testimone sarebbero state rese qualche giorno dopo il fatto, massimo il riserbo sulla sua identità. Potrebbe essere un passante che si è trovato casualmente da quelle parti oppure un residente. La sua testimonianza sarebbe già agli atti e già contenuta all’interno del fascicolo in mano alla Procura della Repubblica di Larino che a questo punto potrebbe aver acquisito qualche nuovo particolare. Il testimone è stato sentito più volte, ma negli ultimi giorni nel carcere di Melfi sono stati riascoltati anche i due indagati.
Un colpo di scena ad un mese esatto dall’omicidio, dal fatto di sangue che ha sconvolto la città adriatica e che ha fatto tanto discutere. Le indagini volgono al termine, si suppone che entrambi gli indagati fossero armati di coltello. Si aspetta anche l’esito definitvo dell’esame autoptico. Dovrebbero essere nove le coltellate, con due lame diverse.
Riscontri sono stati effettuati in questi trenta giorni nelle abitazioni termolesi di Cito e Libutti dove sarebbero stati rinvenuti coltelli compatibili con le ferite rinvenute sul corpo del 38enne. I due dopo l’omicidio sono scappati a Melfi, Cito è stato ritrovato in casa di parenti. Libutti vagava in macchina. Sono stati inchiodati con le comparazioni dei loro tabulati telefonici dei cellulari.
Al vaglio la dinamica dell’accaduto, il perché la Fiat 500 presa a noleggio da Scala sia stata ritrovata a trecento metri dal cadavere e con lo sportello del lato passeggero aperto. Il testimone potrebbe adesso giocare un ruolo fondamentale in fase processuale, quando sarà completato il castello accusatorio con il quale i due indagati dovranno confrontarsi con il pubblico ministero Luca Venturi che ha condotto le indagini
Hogan




