martedì 10 Febbraio 2026
Cerca

Attenzione dalla diocesi alla prima cellula della società

MONTENERO DI BISACCIA. Lo slogan che accompagna, ormai da un anno, l’Ufficio della pastorale familiare della Diocesi di Termoli-Larino “Casa, cantiere di santità”, ancora una volta viene riproposto per convocare tutte le famiglie diocesane ed intervenire alla seconda festa della famiglia che si terrà oggi pomeriggio a Montenero di Bisaccia presso casa villa Santa Maria. Il programma prevede l’inizio alle 15.30 con il gesto dell’accoglienza delle famiglie intervenute.

Dopo il saluto  del Vescovo diocesano Monsignor Gianfranco De Luca ci sarà la prima parte del concerto di don Elio Benedetto,  parroco cantautore, non nuovo a queste esperienze pastorali. La testimonianza-riflessione, sarà offerta da don Aldo Buonaiuto della comunità Giovanni XXIII di don Oreste Benzi. Dopo la visita agli stand che saranno allestiti dai vari gruppi, movimenti ed associazioni della diocesi avrà luogo la seconda e conclusiva parte del concerto di don Elio “l’isola che c’è”.

E’ bello considerare e vedere realizzato il convenire delle famiglie, chiamate dal Pastore diocesano, a radunarsi, confrontarsi porsi in dialogo, in preghiera e in reciproco ascolto. La famiglia è una cellula importante ed indispensabile nel tessuto ecclesiale e civile. Ad essa va riservata sempre maggiore cura ed offerta una più intensa accoglienza ed attenzione. La famiglia è il futuro della società, in essa si sperimenta la prima accoglienza, si riceve la prima educazione, si iniziano le prime relazioni, si vivono i primi sentimenti.

E’, in tutti i sensi, la culla dell’uomo. E’ quel grembo da cui scaturisce la vita non solo in senso, riduttivamente  biologico, ma, da questo inizio, in senso esistenziale, si estende a tutto il resto che appartiene alla vita di ogni individuo, di ogni persona. Mentre la generazione biologica accade in un istante, il concepimento, la generazione e la crescita dell’animo, della mente, del cuore, delle relazioni e tanto altro cresce e si sviluppa lungo tutto il corso della propria esistenza. E la famiglia in tutto questo è, e, deve essere, sempre, protagonista.

Questi incontri gioiosi con le famiglie della diocesi permettono ad esse di mettersi in rete tra loro, ascoltarsi, dialogare ma avere anche uno stimolo a fare meglio e fare di più. La famiglia, “chiesa domestica”, riceve dal pastore della diocesi l’impulso a riconoscere ulteriormente la propria identità, a sentirsi protagonista ed interprete del suo specifico ed ineludibile compito, a trovare spazi e momenti che le permettano di rinnovarsi, rimotivarsi e riprendere con maggiore slancio il cammino del suo compito educativo.

La preghiera del vespro congederà gli intervenuti, felici di essersi incontrati e di aver sperimentato la fraternità e il desiderio di essere fedeli agli impegni propri a ciascun nucleo familiare e alla comunità ecclesiale di cui sono parte integrante.

Benito Giorgetta