TERMOLI. La cronaca degli ultimi tempi ci ha offerto un ampio quadro della spinosa situazione del problema del randagismo, molto diffuso a livello nazionale.
Mentre qualcuno condanna i cani killer che sbranano la gente, altri, animalisti ed appassionati dell’amico a quattro zampe, condannano l’essere umano, accusandolo di adottare un cane per sfizio e di disfarsene, poco dopo tempo, lasciandolo in strada solo ed abbandonato. Una visione distorta del problema, dunque, l’opinione di queste persone, ma non di tutti. I casi di cronaca, con animali che hanno azzannato e sbranato alcune persone, bambini e non, si sono registrati nelle ultime settimane in diverse parti d’Italia.
Anche in Molise il problema è abbastanza diffuso. A Larino, ad esempio, nei giorni scorsi, un ragazzo di ventisei anni è stato aggredito da un cane randagio di grossa taglia in aperta campagna. Il giovane ha riportato diverse ferite al braccio usato per ripararsi il viso ed è riuscito a trarsi in salvo, liberandosi dal cane, solo grazie all’aiuto di un familiare che era con lui. Ed anche Termoli non è affatto immune da questo problema che cresce a dismisura. Secondo alcuni cittadini il problema del randagismo nasce dall’eccessivo consumismo cui è pervasa la nostra società e che si estende anche agli animali. “I cani ormai vengono considerati come degli accessori di lusso, un vezzo- ha affermato un signore sulla cinquantina, residente nella zona centrale di Termoli- ed alle prime difficoltà, come dei giocattoli rotti, vengono abbandonati spesso in modo pericoloso e crudele”.
A difendere i ‘Fido’ di Termoli, anche il titolare di un negozio addetto alla vendita degli animali. “I cani abbandonati a sé stessi- ha dichiarato il signore- finiscono con l’accrescere a dismisura il problema del randagismo. Non è il cane che va punito, ma il padrone che lo ha abbandonato!”. Nel momento in cui l’emergenza dei cani randagi, dei cani killer come sostengono alcuni, sale all’onore delle cronache con diversi casi, di cui alcuni mortali, ci sono persone che difendono a spada tratta l’atteggiamento di questi amici ‘fidati dell’uomo’, perché la loro cattiveria non è innata, ma scaturita dal comportamento menefreghista dell’uomo.
Parole che, invece, mandano fuori di testa altri cittadini che non ne possono più dei cani vaganti per la città, che distruggono le aree verdi di Termoli, che impauriscono i bambini e che, di recente, si barcamenano fra i cumuli di spazzatura sparsi per la città. “La colpa sarà anche di chi abbandona i cani, di chi li lascia in strada- ha dichiarato una ragazza- ma non si può più apprendere dalla televisione e dai giornali che i cani sbranano la gente, i bambini. E’ disgustoso! E c’è da avere molta paura”. Il problema sollevato da altri ragazzi, poi, si è incentrato sulla questione dei cani che hanno un padrone il quale, però, li lascia girovagare in giro per la città etichettandoli come ‘i cani che sono innocui e che non farebbero del male a nessuno’.
Perché anche in questo caso, anche se non è successo a Termoli, la cronaca nazionale ci ha mostrato molti casi in cui il cane buono si è trasformato in cattivo. L’aumento dei cani nella zona del Nucleo Industriale, inoltre, sta innescando forti proteste fra gli operai e gli imprenditori tanto che il preoccupante fenomeno in crescita è stato portato all’attenzione mediante un incontro al Consorzio Industriale della Valle del Biferno, svoltosi la scorsa settimana.
L’associazione animalista ‘La casa di Snoopy’, così, congiuntamente al dirigente della sezione veterinaria dell’Asrem Basso Molise, ad un delegato del comune di Termoli e ad un rappresentante del Cosib, si sono riuniti per trovare delle misure comuni atte ad arginare il problema del randagismo nel Nucleo industriale. Sterilizzazioni, microchip ed iscrizioni presso l’anagrafe canina, i temi trattati. Perché i cani randagi, che sia colpa dell’uomo o meno, costituiscono un grosso problema per l’incolumità di tutti. Anche per gli adoratori degli animali. Perché un cane randagio, affamato o comunque inferocito, ‘non guarda in faccia a nessuno’.
Maria Ciarlitto






