giovedì 12 Febbraio 2026
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Figure insostituibili nelle nostre famiglie ma introvabili

TERMOLI. In Italia ci sono tantissime famiglie con anziani a carico che sono in difficoltà perché necessitano dell’aiuto di una badante, una figura divenuta quasi introvabile visto che il Decreto Flussi annunciato dal ministro Maroni e che autorizza un flusso pari ad appena 80mila posti di lavoro stagionali per stranieri, non tiene conto di questa necessità.

Quello della badante è uno dei mestieri più emergenti del nuovo Welfare ma, al di là delle apparenze, è anche un universo di storie, di sofferenza, di dolore, spesso al di fuori di ogni minima,copertura legale. Come in tutta Italia, anche a Termoli ci sono tantissime straniere che si prendono cura degli anziani della nostra cittadina. Le famiglie impossibilitate a prendersi cura del proprio caro genitore, zio, nonno non autosufficiente, infatti, si mettono alla ricerca di una badante che possa offrire all’anziano ciò che il familiare non può dare.

Tuttavia coloro che non sono coinvolti direttamente nella ricerca e nell’affidamento a badanti straniere di un proprio caro, vivono una percezione del fenomeno largamente sottostimata. Tra l’altro, spesso e volentieri, non si supera la soglia del singolo caso di cronaca che vuole una badante arrestata per furto o per violenza e così via e non si opta per una minima lettura critica e globale della presenza e del ruolo della badante. Eppure quest’ultimo non è semplice, come loro hanno fatto notare.

“Siamo costrette a stare 24 ore su 24 in casa con persone anziane o non autosufficienti- hanno dichiarato alcune badanti che accudiscono alcuni ‘nonnini’ di Termoli- perché non lo fanno le italiane, le mogli, le madri, le figlie. Non abbiamo libertà né vita privata, mentre i nostri mariti , figli e familiari sono lontani e crescono senza di noi”. Le badanti, infatti, sono perlopiù donne provenienti dall’Europa dell’Est che lasciano i propri figli piccoli, bisognosi di cure e di affetto, a casa, per venire in Italia a dispensare questo amore involontario agli anziani della nostra città. “Ho lasciato due bambini in Romania per venire a lavorare qui- ha dichiarato Ohana, a Termoli da qualche anno- li sento spesso, ma il più piccolo, quando lo scorso anno sono tornata a casa per pochi giorni, non mi riconosceva più”.

Una figura ambigua, quella della badante, per due motivi. Il primo è evidente, dopo le loro dichiarazioni. L’altro, invece, riguarda il ‘badantato’ in sé e per sé, perché quello della badante non è un lavoro ma una condizione. Avere una persona non autosufficiente in casa, non potersi prendere cura di lei, ricorrere alla badante e pagarla in nero perché non si ha un’elevata disponibilità economica è molto diffuso in zona. Le badanti non sono pagate, infatti, per le ore di prestazione che svolgono, il loro lavoro notturno non è doppiamente retribuito. Inoltre, nessuno paga loro dei corsi di studio o le ferie.

Nessun familiare, ormai, si sacrifica in questo modo come le badanti. Per questo la loro figura è introvabile ma anche necessaria perché risponde ai nostri bisogni e fa quello che noi non possiamo o non vogliamo più fare.

Maria Ciarlitto