TERMOLI. Una differenziata da ‘spazzatura’. Sembra un po’ questa, infatti, la definizione generale che si può affibbiare al metodo utilizzato per il conferimento dei rifiuti porta a porta in città.
Le polemiche e le proteste dei cittadini non si sono fatte attendere così come gli inviti e le mozioni presentate dall’opposizione in consiglio comunale, ma l’amministrazione continua a fare il gioco delle tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo. Pertanto i consiglieri comunali della minoranza hanno tenuto questa mattina una conferenza stampa per fare chiarezza sulla questione, dare un senso alla raccolta firme promossa dal Forum Civico di Termoli ed annunciare il loro intento di presentare una mozione istitutiva del referendum consultivo cittadino sul ‘door to door’.
Per ragioni professionali gran parte dei consiglieri d’opposizione ha disertato il tavolo tecnico, ma i presenti Verini, Spezzano, De Guglielmo e De Felice, hanno tenuto a precisare che tutti hanno firmato la richiesta del referendum e che l’opposizione è totalmente unita. “Non si tratta di mera strumentazione- ha esordito il consigliere Toni Spezzano- perché questo gruppo non ha fatto altro che cercare di interpretare quanto sta accadendo nel tessuto cittadino. Effettuare la differenziata è giusto ed imprescindibile, ma va perseguita con una operatività diversa. Purtroppo constatiamo una totale sordità da parte dell’amministrazione comunale e pertanto chiediamo di rimandare al popolo il gradimento o meno rispetto a questa tipologia di raccolta differenziata”.
Anche il consigliere della Dc, Bruno Verini, ha posto l’accento sul metodo utilizzato e non sulla differenziata in sé e per sé e come Spezzano, si è lamentato per la forma di sordità da parte dell’assessore Lattanzi ma non solo. “Dopo aver discusso ben sei mozioni sulla raccolta differenziata in consiglio comunale- ha affermato il consigliere- nessuno ha risposto. Uno ‘scherzo’ poco gradito. Pertanto un referendum può chiarire qualsiasi situazione e fatto”.
Sulla stessa scia l’intervento di Fernanda De Guglielmo, consigliere di Fi, che ha sottolineato il fatto che l’amministrazione comunale avrebbe già dovuto accogliere alcune delle mozioni presentate visto che i cittadini sono andati numerosi a firmare. “Spero che il cittadino possa effettivamente risolvere il problema- ha evidenziato la De Guglielmo- perché man mano che passano i giorni, vediamo sempre più immondizia in strada e anche le discariche a cielo aperto si fanno sempre più notare in periferia”. Alcune zone poi, ad esempio quella del Nucleo Industriale, lamentano la mancanza dei contenitori o il ritiro quotidiano dei rifiuti, mentre altri cittadini stanno già pagando delle ditte per farsi pulire i contenitori. La differenziata, quindi, sta creando dei casini anche evidenti che, tuttavia, non vengono risolti.
Ad essere seccato di questa storia e anche della firma apposta per la richiesta del referendum, il consigliere Ennio De Felice, che già diverso tempo fa aveva preannunciato l’attuale situazione di malcontento e di degrado. “Ognuno deve fare una differenziata che sia calzante al tessuto sociale- ha dichiarato De Felice- alcuni residenti della periferia si trovano bene col nuovo metodo ed è normale. Soltanto si doveva essere un po’ più intelligenti e non fare il copia e incolla con le altre città”. Solo così, secondo il consigliere, la differenziata porta a porta avrebbe avuto un senso.
Molti cittadini, invece, si lamentano del metodo, della spazzatura e della sporcizia che sta sommergendo alcuni quartieri, dei cattivi odori, dell’avvistamento di topi, del decoro urbano. E con la stagione estiva imminente, la situazione non potrà fare altro che peggiorare per cui bisogna correre subito ai ripari. Ecco allora la richiesta del referendum consultivo cittadino. E se l’amministrazione non sarà d’accordo o si aggrapperà alla mancanza di un regolamento?
“Non esiste che per un vuoto legislativo- ha spiegato Spezzano- non si può fare il referendum che fra l’altro è previsto nello Statuto del comune di Termoli. Pertanto, nel caso in cui non si è disponibili a dare al popolo la disponibilità di esprimersi in materia, raccoglieremo tutte le firme. Perché volere è potere”. E come ha reso presente De Felice, per lo Statuto basta un totale di firme pari ad un decimo della popolazione totale, poco meno di duemila firme quindi.
E dal momento che finora il Forum Civico ne ha raccolte quota 4.500, ottenere il referendum è semplice. A proposito dei 4.500 dissensi cittadini, è stato detto che si trattava di firme falsificate, di doppioni e così via. Potrebbe anche essere così. Ma pur eliminando 500 firme, le rimanenti sono presenti eccome. Ed è a di questi cittadini che si deve tenere conto.
Maria Ciarlitto






