TERMOLI. In città, come nel resto del mondo, si parla di crisi economica e lavorativa e di prezzi alle stelle, si assiste ad aziende che falliscono o che sono costrette ad aumentare o a diminuire il costo dei beni che offrono ai consumatori. Si soffre la cassa integrazione e la perdita del lavoro.
Un periodo tutt’altro che semplice insomma, tanto che la nuova tendenza dei mali della psiche è rappresentata dal ‘tridente’ ansia, panico e stress da crisi economica. Sempre più persone, così, si rivolgono allo psicologo perché quando il portafogli e le borsette piangono, significa che anche i loro proprietari non se la passano benissimo. In altri termini, il senso di disagio, misto all’incertezza economica che stiamo vivendo in questo momento, viene acutizzato.
La conferma arriva da alcuni psicologi operativi sul territorio di Termoli e dei comuni limitrofi che, in controtendenza alla scarsità monetaria della popolazione, hanno visto, per quanto possibile, incrementare le proprie tasche da queste persone che sempre più si rivolgono a loro per sintomatologie di ansia e panico. Come fare a pagare le rate del mutuo, dell’automobile? Come comprare casa o fare la spesa? Come provvedere alle cure mediche, all’educazione scolastica dei propri figli? Ognuno conosce i propri problemi, ciascuno è conscio delle proprie preoccupazioni. E l’ansia e la tachicardia aumentano sempre più.
Si ha sempre meno voglia di uscire, ci si intristisce ed incupisce, si urla di più, si litiga col proprio coniuge, si rimproverano, anche per futili motivi, i figli. Si è quasi o totalmente in preda all’esaurimento nervoso. Periodo nero, destinato a passare. Ma quando? Ed a che prezzo? “A mettere in difficoltà la gente- ha dichiarato una delle psicologhe intervistate- è soprattutto la precarietà. Intesa in tutte le sfaccettature: la percezione di un futuro incerto, l’impossibilità di costruire una famiglia o anche solo di comprare una casa”.
C’è, poi, un altro recente fenomeno che sta prendendo piede: la dipendenza dal gioco d’azzardo o, meglio, la dipendenza da gioco d’azzardo patologico, legata a problematiche psichiche ed economiche. Sempre più ‘gente normale’, comune, magari che non è mai stata avvezza al gioco, soprattutto se d’azzardo, si butta in questo spinta da un forte desiderio di vincita che possa così risolvergli tutti i problemi. Niente di più sbagliato. Un gioco che, quasi sempre, finisce per accentuare i problemi ed i debiti che, pertanto, si trasformano in debiti da gioco.
Lo stress da crisi economica, dunque, è allarmante. E le conseguenze sono pronte a manifestarsi, ingigantendo i problemi sempre più.
Maria Ciarlitto





