Termoli. Un ricorso contro il verbale che ha eletto Antonio Del Torto presidente del nucleo industriale della Valle del Biferno. Lo hanno annunciato il sindaco di Termoli Vincenzo Greco, il presidente della provincia di Campobasso Nicola D’Ascanio e il sindaco di Ururi Antonio Cocco che in compagnia del consigliere provinciale dell’Italia dei Valori Cristiano di Pietro hanno tenuto una conferenza stampa. Ancora ruggine su quanto avvenuto al Cosib il 27 marzo scorso con Vittorino Facciolla sindaco di San Martino in Pensilis considerato da tutti la vera ancora che ha consentito a Del Torto di rimanere al comando.
“Prima ha presentato un documento e poi ha intrapreso un’altra strada”. In settimana Greco, Cocco, D’Ascanio e la Di Giuseppe avevano improvvisato una assemblea davanti ai cancelli del consorzio industriale indicando il primo cittadino della città adriatica presidente “ombra” del Cosib. Un gesto ironico che però sottolinea l’amarezza di chi ritiene che in un consorzio industriale una città come Termoli, che detiene il 98% del territorio dove si insediano le aziende, debba pur contare qualcosa.
“Un potentato politico”, così hanno definito l’asse che si è creato al Cosib i presenti. Del Torto con i sindaci di San Martino in Pensilis, Portocannone, Petacciato e Guglionesi che hanno trovato sponda con la “leggina” proposta dal governo regionale. “Hanno consentito al presidente Del Torto di diventare prima commissario e poi di nuovo presidente senza che abbia mai convocato il consiglio generale”.
“Un sopruso”, così lo hanno giudicato, al pari di quanto è avvenuto all’assemblea del 27 marzo scorso quando doveva essere eletto il nuovo presidnete. “Avevo chiesto il rinvio dell’assemblea – ha spiegato Greco – per permettere di portare in consiglio comunale la richiesta del comune di Termoli di aderire all’Unione dei Comuni del basso Biferno”.
Da quanto è emerso dalla conferenza stampa in quella sede come presidente dell’assemblea era stato eletto D’Ascanio che ha messo ai voti la proposta. Dieci favorevoli e dieci contrari, senza considerare che D’Ascanio in qualità di presidente dell’assemblea poteva esprimere una doppia preferenza.
A quel punto proprio D’Ascanio ha sospeso e rinviato la seduta che si doveva tenere nei giorni successivi. Sempre il presidente della provincia, Greco, Cocco e la Di Giuseppe a quel punto hanno deciso di lasciare il Nucleo. Qui si trova la chiave di lettura della complicata vicenda. Proprio in quell’istante i presenti hanno invece chiesto di riaprire l’assemblea.
Detto fatto, Del Torto è stato votato ed eletto presidente all’unanimità dei presenti. “La deriva istituzionale”, questo il giudizio del primo cittadino di Termoli, “una politica scellerata e fino a oggi fallimentare”. “L’ennesimo episodio di violenza e potentato politico che opera contro Termoli e la provincia con un presidente che non è stato eletto in nessun ente da nessun cittadino e che inizialmente era stato indicazione dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo all’interno del Consorzio industriale”, ha aggiunto Nicola D’Ascanio.
Per i presenti quello che è accaduto delineerebbe “un quadro generale che non porta agli interessi dei cittadini e non porta a un nucleo industriale capace di rispondere alla crisi e agli attuali processi di sviluppo industriali”.
Giovanni Cannarsa




