TERMOLI. Benedetta differenziata! Sul tema della raccolta differenziata porta a porta, sistema innovativo per il conferimento dei rifiuti introdotto a Termoli da pochi mesi, si sono incendiati gli animi, e lo sono tutt’ora, fra chi è favorevole e chi contrario.
Polemiche su polemiche, accuse su accuse, perfino gesti ridicoli di inciviltà nei confronti del sindaco Greco e del consigliere Marino. Un Forum Civico che, assieme alla maggioranza della popolazione termolese critica le modalità di gestione del sistema e, dall’altro lato, un’amministrazione che continua il suo cammino ‘stabilito’. Tuttavia, in tutta questa baraonda, c’è anche chi difende a spada tratta l’operato dell’assessore Lattanzi e dei team della Teramo Ambiente e della cooperativa Erica. Si tratta di pochi cittadini che, comunque, vogliono far sentire la propria voce, anche se in minoranza.
“Nei rifiuti che potremmo evitare di produrre- hanno detto- c’è l’equivalente di reddito che aiuterebbe ad arrivare alla fine del mese!”. Cosa vorranno insinuare con questa frase? La spiegazione è semplice ed arriva diretta. “I rifiuti che hanno ingombrato per tanto tempo ed ancora ingombrano le strade- ha spiegato un signore di Termoli- sono gli stessi che in altri contesti vengono raccolti, più o meno ordinatamente, nei sacchetti, nei bidoni, nei camion e negli ecocentri della differenziata”. Ai nostri occhi si presentano in diversi modi, ma i materiali e gli oggetti di cui si compongono sono uguali: in gran parte imballaggi di plastica, cartone, vetro, legno e metallo. Poi altri prodotti usa e getta quali stoviglie, pannolini e gadget, poi ancora avanzi di pasti non consumati o di acquisti alimentari non cucinati.
“Nei rifiuti urbani, quelli che ciascuno di noi produce- ha continuato il signore- ci sono i residui dei n ostri consumi, cioè di cose che abbiamo comprato, pagato e prima o poi buttato perché non ci servivano più”. Gli imballaggi sono tanti, come ha spiegato nel corso dei vari incontri divulgativi del sistema Stefano Manes, responsabile della Erica, gli avanzi alimentari molto meno ed occupano poco spazio. Tuttavia, se non ritirati e trattati, si deteriorano in fretta, emanano cattivi odori ed attirano insetti, topi, parassiti e malattie. Perché succede sempre più spesso? “Perché facciamo la spesa con poca attenzione- la risposta della moglie dell’uomo- eppure il costo degli alimenti incide sul costo della vita. Poi dobbiamo spendere una seconda volta per il servizio di igiene urbana che li porta via!”.
In poche parole, nei rifiuti prodotti ogni giorno c’è l’equivalente della quarta settimana del mese, quella in cui molti cittadini di Termoli si ritrovano senza denaro perché hanno già speso tutto nelle prime tre settimane. “L’amministrazione comunale ci sta aiutando, volontariamente o meno, anche a capire tutto questo- hanno dichiarato convinti i coniugi- aiutandoci non solo a liberarci dei rifiuti, differenziandoli, ma facendoci verificare che la maggior parte delle cose che acquistiamo sono futili e vanno gettate. Facendo la differenziata, quindi, si risparmia anche in questo senso perché quando devi differenziare gli scarti, ti rendi conto di quello che butti e, quando ti trovi al supermercato, ci pensi due, tre volte prima di comprare qualcosa!”.
Il discorso, così, si è spostato, in una sorta di invito rivolto all’amministrazione ma anche ai commercianti della cittadina adriatica, di ‘liberare’ i cittadini dalla necessità di dilapidare un quarto delle spese correnti in imballaggi, prodotti ed acquisti inutili, in modo da aiutare la cittadinanza a superare il problema della quarta settimana. “In molti paesi europei e anche in qualche città italiana lo fanno mediante la vendita di prodotti sfusi, alla spina quali detersivi, liquidi alimentari, prodotti in grani, con la riduzione degli imballaggi, con vino, birre e bibite in bottiglia a rendere. Insomma, non sarebbe male attivarsi anche a Termoli. Si risparmia, si evitano le polemiche e si mantiene pulita la città”.
L’invito è stato fatto, non resta che attendere risposte. Una cosa è certa, non tutti si lamentano del porta a porta. Piuttosto che dare voce a critiche e lamentele ed incentrarsi sugli sbagli veri o presunti, c’è anche chi pone l’attenzione sul risparmio e sui cassonetti degli ‘eccessi’.
Maria Ciarlitto





