venerdì 13 Febbraio 2026
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Pillola del giorno dopo, consumo smodato fra le ragazze termolesi

TERMOLI. La notizia risale a qualche settimana fa. Per arginare le sempre più frequenti gravidanze indesiderate fra le adolescenti, in Gran Bretagna presto saranno autorizzati spot televisivi che reclamizzano le attività dei consultori e delle cliniche specializzate negli aborti.

Una campagna contro il boom delle mamme-teenager, dunque, per spiegare loro la pratica dell’aborto e della contraccezione ed una decisione che ha scaldato gli animi di alcuni cittadini di Termoli intervistati circa la proposta del governo britannico. Per alcuni di loro,con un’età media di quarantacinque anni, si tratta di un sistema inutile e degradante. Innanzitutto perché pensano che parlare di sesso esclusivamente in senso pratico sia insufficiente e fuorviante, in quanto induce le adolescenti a non riflettere sul significato dei propri atti, bensì a preoccuparsi soltanto delle conseguenze.
 
Eppure il problema è reale, allarmante ed esiste anche nella nostra cittadina. Ogni 24 ore, infatti,  tantissime giovani di Termoli, ma anche dei paesini vicini, mandano giù una pillola del giorno dopo per paura di restare incinte. Ormai la pasticca è diventata la pasticca delle ragazzine e, soprattutto, la pillola del lunedì. Le adolescenti, infatti, la cercano soprattutto dopo il fine settimana, dopo un weekend di divertimento, di amore, di sesso. Le richieste di una ‘contraccezione d’emergenza’ schizzano ogni lunedì ed arrivano soprattutto dalle ragazze con una fascia d’età compresa fra i 14 ed i 20 anni. Sono loro, così, le adolescenti più informate, coloro che consumano la metà delle confezioni vendute di Levonelle e Norlevo, ossia i due marchi che in Italia rappresentano il farmaco con prescrizione obbligatoria, arrivato nel novembre del 2000.

Chiedendo alle giovanissime di Termoli, parlando con le ginecologhe nei consultori dell’Asl e con i medici che nel weekend presidiano i pronto soccorso, la situazione è confermata. Le teenager non si preoccupano, non si sorprendono, anzi, sono quasi spavalde. Per qualcuna, utilizzare la pillola del giorno dopo è quasi un hobby. “Mi diverto, non prendo precauzioni ed alla fine mi torna anche il ciclo”- ha dichiarato cinicamente una ragazza appena maggiorenne. Una risposta preoccupante, però, perché non si può ricorrere ogni volta alla pillola del giorno dopo.

“Io l’ho presa- ha confessato timidamente una quindicenne- mia sorella mi ha accompagnato in consultorio ed i miei non lo hanno mai scoperto!”. “Ho chiesto la ricetta al medico di mia madre- ha dichiarato un’altra, 17 anni- è stato imbarazzante, ma non potevo fare altrimenti. L a situazione era urgente!”. “A me invece non è mai servita- ha continuato una sua coetanea- la prima volta ne ho sentito parlare alle medie”. Così, mentre mamma e papà pensano alle proprie pargole ancora ‘bambine’, quest’ultime sono molto più informate di loro sui luoghi deputati all’assistenza, in caso di rapporto a rischio, sanno già come venirne fuori senza preoccuparsi più di tanto ed hanno già da tempo dei rapporti sessuali.

Le ragazzine intervistate, ma anche le loro amiche, sanno benissimo che la pillola del giorno dopo va presa entro le 72 ore e preferibilmente nelle prime 12. I genitori sono quasi sempre all’oscuro della loro attività sessuale, dei problemi che affrontano e non immaginano minimamente un loro ricorso al Norlevo. Tuttavia, i cittadini di Termoli intervistati, padri e madri di famiglia, non comprendono la decisione della Gran Bretagna. “La promozione della legittimità della pratica abortiva in così giovane età- ha dichiarato una signora- rappresenta un’aggressione all’innocenza ed all’integrità degli adolescenti, che vengono posti brutalmente di fronte ad una realtà che nemmeno gli adulti riescono a gestire completamente”.

Sarà anche vero, tuttavia la signora non è forse a conoscenza dei dati allarmanti dell’Aied, Associazione Italiana per l’educazione demografica, dei dati tracciati fra le ragazzine italiane e, soprattutto, dei comportamenti delle adolescenti termolesi, che sono già molto istruite sul tema. Di più. Sono proprio loro che ne sanno una più del diavolo e che, pur di non rinunciare ai piaceri,  riescono a prendersi gioco di tutti, anche dei genitori che le considerano ancora innocenti ed integre.

Maria Ciarlitto